Trevi, 5 marzo ‘21 – “Intitolare le prossime vie, aree verdi, rotonde, sentieri, piste ciclabili nel comune di Trevi a figure femminili, locali, nazionali e internazionali, al fine di ridurre l’attuale divario nella memoria collettiva”.

A formalizzare la richiesta di adesione alla campagna “8 marzo, tre donne, tre strade” promossa dall’associazione Toponomastica femminile in un ordine del giorno “Siamo Trevi – Lista civica Bernardino Sperandio”, a firma dell’assessora Stefania Moccoli.

L’esigenza è dettata dai dati del censimento toponomastico nazionale, dai quali risulta che la media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5% (in prevalenza madonne e sante), mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggira sul 40%.Anche a Trevi, su un totale di 294 toponimi, 52 sono dedicate a uomini, mentre sono soltanto 3 le vie intitolate alle donne e si tratta esclusivamente di Madonne.

“Eccezion fatta per la Madonna, nessuna via o piazza a Trevi porta il nome di una donna. La toponomastica nella nostra città parla una lingua declinata tutta al maschile – spiega l’Assessora alle politiche istituzionali -, e questa è una lacuna che va colmata.

La proposta di un ordine del giorno è solo un primo passo di un percorso che mi auguro sia largamente condiviso da tutto il Consiglio comunale – continua Moccoli -. Non si tratta di una rivendicazione sindacale, ma di una battaglia culturale, una riflessione che mi piace porre in occasione dell’8 marzo. E’ importante dare alle bambine modelli di riferimento anche femminili perché maturino fiducia in se stesse al pari degli uomini, a maggior ragione è necessario oggi alla luce del fenomeno sempre più drammatico del femminicidio. Le istituzioni ad ogni livello devono sentirsi impegnate ad evitare che le donne vengano presentate solo come vittime, anziché come portatrici di competenze, idee, valori.

Ringrazio le amiche dell’Associazione Toponomastica femminile per il loro impegno in questa causa.“Toponomastica femminile” fa parte della Rete per la Parità e dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio e la promozione delle iniziative educative e formative del MIUR sui temi della parità tra i sessi e della prevenzione alla violenza; collabora e stipula convenzioni con atenei, centri studi, istituzioni, associazioni, gruppi di ricerca, testate giornalistiche; è presente nelle commissioni toponomastiche di alcune grandi città italiane e ha esteso la sua azione in ambiti internazionali, ricevendo attenzione dai media europei ed extraeuropei e riconoscimenti dalle istituzioni comunitarie.

Nel documento presentato c’è, inoltre, la proposta di istituire un Gruppo di lavoro deputato alla selezione dei nomi cui dare pubblico merito composto da rappresentanti dei diversi settori della cultura di genere (Associazione Toponomastica femminile, Consigliera di parità, Assessore comunale alle Pari opportunità, Assessore all’Urbanistica), personalità della società civile e del mondo associativo e culturale locale…).

Avviare buone pratiche e progetti di ricerca e promozione sulla toponomastica femminile per favorire consapevolezza e partecipazione delle giovani generazioni e della cittadinanza tutta, attraverso il coinvolgimento della scuola e del terzo settore”.

 

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