Norcia, 6 marzo 2021 – Da Giampietro Angelini – Capo Gruppo Consiliare “Noi per Norcia”, riceviamo e pubblichiamo. Da quello che si registra in questi giorni la situazione a Norcia, dal punto di vista dei contagi Covid, non è delle più belle e, sebbene tenuta sotto controllo dalle autorità sanitarie, sembra comunque in espansione. Cosa succede allora in città? Piuttosto che chiedere a gran voce l’intensificazione delle vaccinazioni (unico strumento al momento efficace per combattere ed arginare questa maledetta pandemia) ed il miglioramento del servizio approntato, si pensa invece a “salvare” il Boeri.

Nascono allora, sebbene “sofferte”, iniziative di comitati locali (o di parti di essi) che, rinnegando quanto detto e scritto in proposito in passato, si fanno paladine della richiesta di immediata riapertura di questa struttura perché ritenuta indispensabile per la vaccinazione dei cittadini.

Giova ricordare che questo palazzetto, del costo di oltre un milione di euro, realizzato su terreno vincolato e di particolare pregio ambientale, è stato oggetto di sequestro preventivo da parte della Magistratura per presunto abuso edilizio.

Circolano quindi nei social lettere indirizzate alle più alte personalità, sia dell’ambiente istituzionale che della Magistratura, con le quali si sollecita la restituzione alla città del famoso Pala-Boeri facendo intendere che lo stesso è l’unico locale idoneo e disponibile da poter utilizzare per la somministrazione dei vaccini.

Si trascura, al riguardo, che le vaccinazioni potrebbero invece essere agevolmente ed immediatamente fatte, ad esempio, all’interno della struttura di Via Solferino, un grande immobile di proprietà comunale, al momento completamente inutilizzato, oppure potrebbero essere fatte presso i moduli collettivi di Viale XX Settembre, anch’essi attualmente vuoti, oppure, ancora, presso la grande palestra gonfiabile posizionata presso il campo di pattinaggio, nelle immediate vicinanze dell’ospedale, anch’essa oggi inutilizzata. E si fa finta di non sapere che il Palaboeri per essere utilizzato oltre al dissequestro avrebbe bisogno di notevoli lavori di sistemazione visti i danni prodotti da questi anni di chiusura.

Il Comune, nonostante la gravità e l’attualità dell’argomento, particolarmente sentito da tutta la popolazione, resta stranamente alla finestra, immobile, in attesa dell’evolversi della situazione.

Tirare fuori dal cilindro, improvvisamente, la richiesta urgente del dissequestro del Centro Boeri, sembra abbastanza strumentale e più funzionale ad accumulare carte per “togliere castagne dal fuoco” piuttosto che aiutare realmente la città visto che di soluzioni, come già detto, ce ne sono tante e tutte immediatamente disponibili e frubili.

Il dubbio, abbastanza legittimo, è che il problema sia ben diverso da quello che si vuole far credere e che si cerchi, come al solito, di mescolare le carte e di far vedere lucciole per lanterne.

Di fatto, la popolazione, sperando di scampare nel frattempo dal contagio, aspetta fiduciosa osservando sbigottita che, a Norcia, si stanno cominciando a vaccinare gli ultraottantenni mentre, nella vicina Regione Lazio, si cominciano a vaccinare i sessantaquattrenni

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