Perugia, 6 marzo 2021 – Personale del Reparto Volanti interveniva, su segnalazione della Sala Operativa della Questura di Perugia, presso un noto centro commerciale sportivo di Perugia in quanto personale dedicato all’antitaccheggio sorprendeva una donna con dei capi di abbigliamento non pagati.
Giunti sul posto, gli agenti, una volta sentito l’operatore dell’esercizio commerciale, effettuavano il controllo della donna, cittadina extracomunitaria di origini ecuadoriane classe 1987, la quale veniva trovata in possesso 7 capi di abbigliamento tutti, tranne uno, risultati privi di placca o adesivo anti taccheggio e quindi con evidenti danni a causa della rimozione di quest’ultima.

I responsabili del negozio riconoscevano senza ombra di dubbio la merce in questione occultata all’interno della borsa portata dalla donna.
L’approfondimento del controllo ha permesso agli agenti di ritrovare, ben occultato all’interno della tasca del pantalone indossato dalla donna un arnese metallico a due punte utilizzato, con ogni probabilità, per staccare le placche anti taccheggio dai capi di abbigliamento derubati.
Inoltre all’interno di uno scomparto del proprio portafoglio la donna occultava un involucro in cellophane elettrosaldato contenente oltre mezzo grammo di sostanza stupefacente di cocaina unitamente a due tessere sanitarie non intestate a suo nome.

Estendendo i controlli presso l’abitazione della donna gli agenti hanno potuto ritrovare occultati all’interno di un borsone posto in un armadio oltre 120 capi di abbigliamento tutti dotati di cartellino per un valore di oltre 2500€.

La donna che risultava possedere numerosi precedenti specifici per reati analoghi veniva tratta in arresto per il reato di furto aggravato, veniva altresì deferita all’Autorità Giudiziaria per i reati di ricettazione e possesso di arnesi atti allo scasso e ad offendere.

In più veniva elevata a suo carico la sanzione amministrativa ai sensi dell’Art. 75 DPR 309/90 per detenzione di sostanza stupefacente.
Nella mattinata si è tenuta l’udienza direttissima che convalidava l’arresto e disponeva gli arresti domiciliari della donna.

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