Perugia, 8 marzo 2021 – Da Ciro Zeno del Coor. Attività Ferroviarie FILT-CGIL UMBRIA, riceviamo e pubblichiamo. Integrare ferrovie e Tpl in Umbria per migliorare il servizio di trasporto pubblico nella nostra regione: è quanto chiede la Filt Cgil dell’Umbria in vista del prossimo passaggio dell’infrastruttura ferroviaria (ex Fcu) al gestore nazionale Rfi, con relative prospettive di risanamento e sviluppo della linea. “La nostra proposta – afferma Ciro Zeno, coordinatore delle attività ferroviarie per la Filt Cgil Umbria – è che la regione proceda ad inserire il ramo del ferro oggi in mano a Busitalia, nel contratto di servizio con Trenitalia. Così facendo, avremmo nella nostra regione una gestione del trasporto su rotaia omogenea e potremmo anche assistere, se ci sarà un adeguato sostegno istituzionale, alla nascita di una direzione regionale Trenitalia e allo sviluppo concreto Anche quel ramo di interesse nazionale, strategico per la nostra regione, che è la linea Perugia-Todi-Terni”.

Secondo la Filt Cgil, qualora si realizzasse quanto proposto, potremmo veder correre realmente treni con collegamenti diretti da Città di Castello-Perugia-Terni-Rieti-L’Aquila o meglio ancora Roma. “È un’occasione da non perdere anche in funzione del fatto che se maturasse questa scelta sarebbe possibile inserire in un unico contratto di servizi regionale tutto il trasporto ferroviario – continua Zeno – Tutto ciò potrebbe risultare utile anche per ridurre l’appetito di eventuali competitors, anche internazionali, che potrebbero entrare in gioco il prossimo anno per accaparrarsi i chilometri che la regione metterà a gara e che oggi sono gestiti da Busitalia”.

Infine, la Filt Cgil osserva come sarebbe importante intercettare l’alta velocità anche ad Orvieto (“di 500 Freccia Rossa che filano a 300 km/h non se ne ferma neanche una”) e investire sulle officine manutenzione rotabili di Umbertide, che con i giusti adeguamenti tecnologici potrebbero diventare “una eccellenza per la manutenzione di primo livello dei rotabili e fare anche da supporto alle Omc di Foligno, che continuerebbero ad essere di secondo livello o eventualmente officina promiscua”. “In questo modo – conclude Zeno – l’Umbria farebbe davvero un importante salto di qualità”.

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