Perugia, 10 marzo 2021 – Nella mattinata del 4 marzo la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Perugia per i reati di furto aggravato, ricettazione ed indebito utilizzo di carte di credito, nei confronti di un tunisino di anni 30, privo di fissa dimora e già pregiudicato per reati contro il patrimonio.

L’uomo è stato rintracciato in centro dagli Agenti della Squadra Mobile, che hanno eseguito la misura cautelare pendente nei suoi confronti. Al nordafricano vengono contestati quattro furti all’interno di autovettura, nonché quattro episodi di ricettazione e tre di indebito utilizzo di carte di credito.

Il filo comune tra i vari reati è costituito dalla zona ove gli stessi erano stati realizzati, vale a dire il segmento di via XX Settembre più vicino al quartiere di Fontivegge, o comunque le zone ad esso limitrofe. E’ proprio lì che il maghrebino ha colpito, in svariate occasioni, nell’arco temporale compreso tra il settembre e il dicembre 2020.

Dalle indagini è emerso come la principale attività delittuosa del tunisino fosse costituita dai furti a bordo d’auto; che si trattasse di veicoli in sosta all’interno di aree condominiali o presso esercizi commerciali, l’uomo colpiva, per lo più, selezionando autovetture che non erano state chiuse a chiave, senza comunque esitare, in caso di necessità, ad infrangerne i finestrini per poter asportare borse, telefoni cellulari o altri oggetti di valore.

In altre circostanze, l’uomo è stato sorpreso in possesso di smartphone, tessere bancomat o carte di credito di proprietà di terze persone, le quali ne avevano precedentemente denunciato la sottrazione; da notare che, in alcuni di questi casi, si trattava sempre di oggetti costituenti provento di furto a bordo d’auto.

Infine, in ben tre occasioni, il tunisino ha fatto uso di carte di credito o di tessere bancomat provenienti da altri furti ai danni dei legittimi proprietari, ed ha realizzato acquisti presso esercizi commerciali o proceduto a prelievi presso sportelli bancomat, tutti ubicati nella zona di Fontivegge.

L’indagine svolta nei confronti del tunisino, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia e condotta attraverso mirati servizi di appostamento nonché sfruttando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, ha permesso di addebitargli inequivocabilmente tutti i descritti episodi delittuosi. Il maghrebino è stato quindi associato al carcere di Perugia-Capanne.

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