Perugia, 10 marzo 2021 – “L’Umbria dimostra attenzione alle vicende del popolo tibetano martoriato dall’oppressione cinese. L’adesione di rappresentanti istituzionali sensibilizzati dall’Associazione Italia-Tibet alla manifestazione del 10 marzo a Roma organizzata dall’associazione ‘Comunità Tibetana Onlus’ è motivo di sprone per far conoscere all’opinione pubblica la ghettizzazione attuata dal regime cinese nei confronti del popolo tibetano” afferma il referente per l’Umbria dell’Associazione Italia-Tibet, il giornalista Pier Francesco Quaglietti. Ecco allora alcuni degli interventi istituzionali.

“Sicuramente – afferma il referente per l’Umbria dell’Associazione Italia-Tibet – un grazie sincero va a Marco Squarta presidente del Consiglio regionale dell’Umbria” che in una nota inviata agli organizzatori ricorda come “sessantadue anni fa ci fu
l’insurrezione della popolazione di Lhasa contro il regime di oppressione del governo di Pechino e contro l’occupazione militare, a cui fece seguito una repressione che causò la morte di oltre 80mila tibetani. Ancora oggi, dopo 62 anni, la situazione in Tibet rimane tesa. L’anniversario nazionale dell’insurrezione di Lhasa ha lo scopo di denunciare la censura e la violenza del governo cinese in Tibet”.

Leonardo Varasano, assessore alla Cultura del Comune di Perugia, ricorda come “fare memoria di quanto accadde a Lhasa il 10 marzo del 1959, fare memoria delle migliaia di morti di quella tragica giornata, deve pertanto sollecitarci a tornare a quel dramma, alla sofferenza lacerante di quelle ore, tenendo conto delle cause che spinsero un popolo ad un così grave sacrificio: l’anelito di libertà della nazione Tibetana, il desiderio di indipendenza, la richiesta di tutela dei diritti fondamentali. Ragioni, 62 anni dopo, ancora immutate. Ragioni che chiedono, oggi come allora, l’attenzione del mondo”.

Moreno Primieri, assessore all’Urbanistica del Comune di Todi, dal lontano 2002, non ha mai smesso di “lottare” perché al popolo tibetano fosse riconosciuta quell’autonomia a cui il Tibet aspira. Tra le varie considerazioni, Moreno Primieri sottolinea come “commemorare oggi quel giorno significa onorare i tanti tibetani che si sono immolati per difendere la propria indipendenza e libertà, fino all’estremo sacrificio della vita, contro una repressione e un genocidio culturale ed etnico che, purtroppo, ancora oggi sussiste.

Il 10 marzo assume anche una connotazione ideologica per il rispetto dei diritti umani, della libertà di religione e della libertà di associazione che sono tra i principi irrinunciabili di ogni paese democratico”.
Il referente per l’Umbria dell’Associazione Italia-Tibet Pier Francesco Quaglietti ringrazia per l’adesione ideale alla manifestazione anche altri rappresentanti della città di Todi: l’assessore alla Cultura Claudio Ranchicchio; il Capogruppo consiliare di Forza Italia Mauro Pennacchi; il Capogruppo consiliare di ‘Todi Civica’ Floriano Pizzichini; il Capogruppo consiliare del Partito Democratico Manuel Valentini; il Capogruppo consiliare di Casapound Andrea Nulli; il Capogruppo Consiliare di ‘Todi per la famiglia’ Gianni Perugini.

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