Città di Castello, 15 mnarzop 2021 – A Città di Castello, in attesa di tornare a scuola, genitori ridipingono il cancello degli asili nido comunali “Il Delfino” di Riosecco e Franchetti. “E’ un modo, uno dei pochi possibili in questo momento, per continuare a sentirsi parte dei servizi educativi anche se sospesi e di percepire i beni comuni come se fossero nostri” commenta l’assessore ai Servizi educativi Rossella Cestini. “Li ringraziamo per avere rinunciato a loro tempo libero per un gesto di utilità generale. L’iniziativa della coppia di genitori di Riosecco e del referente del Franchetti sono un esempio da seguire perché ci ricordano che i servizi pubblici rappresentano un patrimonio della comunità, essendo finanziati dai cittadini, da sostenere e difendere. Inoltre attraverso questo bel gesto, esprimiamo vicinanza alle famiglie e ai bambini, che fino al 3 aprile rimarranno a casa.

Ormai essere in DAD non è un’alternativa alla didattica ma una modalità di stare in famiglia perché coinvolge e rivoluziona a 360 gradi il clima e la routine di tutti i membri della famiglia. Sappiamo che i prossimi giorni saranno complessi per molti bambini e tutti auspichiamo che servano a superare definitivamente e quanto prima questa emergenza sanitaria che tante vttime sta facendo anche tra i nostri concittadini. Non appena sarà possibile con il sindaco, riceveremo ufficialmente in comune gli autori di questo bel gesto”. Gli autori si chiamano Percy Tarazona, meccanico originario del Perù, e Marta Venturini, ostetrica, genitori di Francesco, 5 anni, e di Marinella, 2 anni, che frequenta il Delfino. La settimana scorsa volontariamente si sono offerti per ridipingere il cancello principale del nido comunale “Il Delfino” di Riosecco. “Lo abbiamo fatto per dare un contributo e renderci utili, nella speranza che questo cancella possa quanto prima riaprirsi per tutti i bambini” dichiarano mentre Benedetta Vitaloni, responsabile del Settore Servizi Prima infanzia del comune di Città di Castello spiega “Il cancello principale del nido in realtà era da tempo in disuso perché il parcheggio del nido  favorisce l’entrata dei bambini dall’ingresso sul retro.

L’entrata principale è stata riattivata con la nuova riorganizzazione dei servizi educativi in sicurezza, che prevede, tra le altre disposizioni, l’ingresso scaglionato delle famiglie. Ciò ha permesso di focalizzare sull’ingresso principale, dove si colloca una seconda area del triage, da parte di un genitore in particolare che, previa consegna del materiale necessario per il restauro da parte del Comune, ha offerto gratuitamente la manodopera  per la tinteggiatura.  Le buone condizioni meteo di alcuni giorni fa hanno permesso il completamento dell’opera. Il collettivo di intersezione del nido ha pensato di omaggiare questo gesto offrendo un dono alle famiglie utenti: dentro un sacchettino appeso al rinnovato cancello con palloncini nominativi, sono stati collocati oggetti che richiamano alcune proposte educative di cui i bimbi hanno fatto esperienza diretta al nido: gessi colorati per l’attività grafico-pittorica, pasta di sale utilizzata per l’attività di manipolazione e semini da piantare per l’attività di coltivazione”.

“Non a caso abbiamo chiamato il progetto Legàmi a distanza per la cura a distanza delle relazioni con le famiglie durante il periodo di chiusura temporanea dei servizi educativi per la prima infanzia – spiega la Cestini – Ai genitori è stato inviata una lettera di invito a ritirare, durante l’arco di una giornata, un piccolo dono appeso ai cancelli di ingresso del nido per esprimere gratitudine per il gesto compiuto da una famiglia e per voler comunicare un messaggio di fiducia nel  rivederlo di nuovo aperto. Lo stesso ringraziamento va al signor Sandro Stocchi, referente territoriale del Comitato di Gestione del nido comunale “A H. Franchetti” in Via V.E. Orlando, che ha compiuto un gesto analogo significando in modo concreto il valore della comunità educante.

“Mi sono sentito, come referente del quartiere, di ridare luce all’ingresso dell’edificio che ospita il nido, per il  valore storico che rappresenta” ha dichiarato Sandro Stocchi. L’edificio costruito negli anni ’40 ha ospitato inizialmente l’ Onmi (Opera Nazionale Meternità e Infanzia) a carattere assistenzialistico per le madri in difficoltà e poi ha seguito l’evoluzione storica e socio-culturale dei servizi per la prima infanzia sino ad oggi.

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