Perugia, 15 narzo 2021 – Da CGIL Medici e Dirigenti Sanitari Regione Umbria, riceviamo e pubblichiamo. In merito al trasferimento fuori regione di pazienti per trattamento con ECMO veno venoso per pazienti Covid-19 positivi, la CGIL FP Medici e Dirigenti Sanitari dell’Umbria stigmatizzano come la Regione Umbria non abbia a tutt’oggi provveduto a codificare un centro di riferimento regionale costituito da un ECMO team di esperti, composto da figure multidisciplinari, già presenti ed operanti nelle due Aziende Ospedaliere.

Trattamenti con ECMO si eseguono da anni in Umbria (in condizioni cliniche ancora più gravi e complesse) e sono resi possibili esclusivamente grazie alla professionalità, competenza, coscienza ed abnegazione del personale medico (chirurgico/anestesiologico/cardiologico) e sanitario. La mancanza di programmazione ed investimenti su assunzioni di personale sanitario, formazione professionale specialistica e tecnologie, specie in era pandemica, rappresenta un problema serio per la sanità regionale.

Nello stigmatizzare questa grave situazione la CGIL Medici e Dirigenti Sanitari della regione Umbria si auspica un cambio di atteggiamento più costruttivo delle Istituzioni Pubbliche, che non si limiti a segnalare le difficoltà, ma esprima la volontà di analizzare, affrontare e risolvere le criticità, con lo strumento fondamentale del Piano Sanitario Regionale in corso di elaborazione.

Questa regione viene percepita come realtà di scarsa attrattività non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista scientifico-tecnologico, per cui si assiste al fenomeno di migrazione di professionisti verso altre regioni, ed alla disincentivazione dei giovani professionisti sanitari a venire a prestare la loro opera presso i nostri ospedali.

Ancora una volta l’emergenza COVID-19 evidenzia carenze del Servizio Sanitario Regionale, anche preesistenti alla pandemia e segnalate in passato, cui si aggiunge mancanza di visione strategica.

La Cgil intende dare tutto il suo contributo di idee e competenze per innalzare il livello degli standard di cura e mettere questa regione nelle migliori condizioni per poter competere con le regioni limitrofe sul piano della risposta sanitaria a patologie sempre più complesse e per limitare l’esodo.

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