Perugia, 22 marzo 2021 – Portare la voce e la rabbia del mondo del lavoro, delle pensionate e dei pensionati, dei precari, della parte più fragile della società, dentro i palazzi della politica, laddove si prendono le decisioni sul futuro dell’Umbria. “Adesso ascoltateci” è lo slogan scelto per la manifestazione che domani, martedì 23 marzo, dalle ore 9.30, in coincidenza con la convocazione del Consiglio regionale dell’Umbria, si svolgerà in piazza Italia a Perugia e in tante altre piazze dell’Umbria, collegate tra loro virtualmente, per portare direttamente a palazzo Cesaroni le istanze di lavoratrici e lavoratori.

“Abbiamo scelto di tornare in piazza, nel pieno rispetto delle disposizioni anti-covid, ma con grande determinazione, perché c’è bisogno che la politica regionale prenda coscienza della gravità della situazione che la nostra regione sta vivendo – affermano i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini – Dopo essere stati per due mesi l’epicentro del contagio e avendo ancora tassi di occupazione delle terapie intensive 20 punti sopra la media nazionale, la campagna vaccinale è partita male: “Paghiamo le mancate assunzioni, la disorganizzazione della rete ospedaliera, le tante scelte prese senza ascoltare le lavoratrici e i lavoratori – affermano Sgalla, Manzotti e Bendini – donne e uomini che stanno tenendo in piedi il nostro sistema sanitario, nonostante una politica sorda alle loro richieste”

Intanto, accanto all’emergenza sanitaria, è già evidente quella economica e sociale: “I primi studi sugli effetti della pandemia per la nostra economia regionale descrivono un quadro molto allarmante, con oltre il 40% delle imprese in forte difficoltà e rischi enormi per l’occupazione – continuano i tre segretari – È evidente che il blocco dei licenziamenti ha rappresentato un elemento fondamentale per ridurre i danni che comunque si sono già prodotti, soprattutto colpendo le fasce meno protette e più precarie del lavoro. Ora non si può continuare ad aspettare gli eventi, perché quando salterà il tappo il rischio è che le imprese pensino di risolvere le loro difficoltà licenziando. Decine di migliaia di posti di lavoro sono a rischio in Umbria. Ecco perché – insistono Sgalla, Manzotti e Bendini – vogliamo alzare la voce, vogliamo che l’Umbria, come hanno fatto altre regioni, si metta al lavoro, coinvolgendo davvero (e non formalmente) i corpi sociali, condividendo un progetto di sviluppo che sfrutti le tante risorse in arrivo dall’Europa, superando la logica dei mille bandi, della frammentazione, dell’elargizione a pioggia. Quello che serve è un’idea di futuro, un progetto organico che affondi i piedi negli indirizzi dettati da Agenda 2030 e quindi faccia della sostenibilità (non solo ambientale, ma sociale ed economica) il suo tratto distintivo. In questo progetto, il lavoro, quello buono e stabile, deve essere messo al centro. Non c’è più tempo da perdere, adesso ascoltateci”, concludono i tre segretari.

La manifestazione: piazza reale e piazza virtuale

Vista la permanente situazione di emergenza sanitaria la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria si svolgerà in modalità mista. I tre sindacati saranno presenti fisicamente, con numeri contingentati, in piazza Italia a Perugia, davanti al palazzo del consiglio regionale, dove si svolgerà una seduta del consiglio stesso. Contemporaneamente, delegazioni sindacali saranno presenti nelle piazze e davanti a luoghi simbolo di tante città dell’Umbria: Terni, Orvieto, l’ospedale di Pantalla, Foligno, Città di Castello, Norcia, Castiglione del Lago e Gualdo Tadino. Tutte le piazze saranno collegate in una diretta che sarà trasmessa via Facebook sulla pagina umbriaripartedallavoro. Previsti anche tre video messaggi dei segretari nazionali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

 

 

 

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