Spoleto, 23 marzo 2021 – Con lo scopo di migliorare la diagnosi delle patologie tempo dipendenti velocizzando gli interventi terapeutici necessari, ad inizio aprile verrà attivata, in via sperimentale, la guardia notturna radiologica presso l’ospedale di Foligno.

Il progetto dell’Azienda Usl Umbria 2 è reso possibile grazie alla sinergia tra gli ospedali “San Giovanni Battista” di Foligno e “San Matteo degli Infermi” di Spoleto e consentirà di ottimizzare le risorse a vantaggio di entrambe le strutture e dell’intera collettività.

“Il programma aziendale – prosegue il direttore della struttura complessa di Radiologia dell’Ospedale di Spoleto e della Valnerina dr. Vincenzo Iaconis – prevede un sostanziale potenziamento sia della dotazione organica che della strumentazione tecnologica degli ospedali che insistono nei territori di Foligno, Spoleto e della Valnerina. Ci sentiamo quindi di smentire in modo deciso voci o ipotesi allarmistiche di un depotenziamento dei servizi ospedalieri di Spoleto, ben lontane dalla realtà delle cose e dal progetto innovativo e sinergico che stiamo costruendo con grande forza e convinzione”.

“La radiologia – spiega il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 dr. Massimo De Fino – rappresenta un’area fondamentale per la diagnosi, un settore suscettibile, grazie a tecnologie d’avanguardia come la telemedicina e la telerefertazione, di forti innovazioni che intendiamo trasferire, sin dai prossimi mesi, in tutte le nostre strutture ospedaliere e territoriali. La medicina che guarda al futuro si fonda sulla costruzione di un modello integrato, moderno e tecnologicamente avanzato che veda insieme strutture e professionisti in un progetto di crescita complessivo e che abbia, come obiettivo unico, il miglioramento delle capacità diagnostiche e delle cure per i cittadini”.

Grazie all’implementazione di nuove infrastrutture informatiche, la definizione di diverse modalità tecnico-organizzative, la riorganizzazione delle prestazioni e dei servizi da offrire ai cittadini, l’innovazione tecnologica e la telemedicina consentono il superamento del modello di cura, tradizionalmente incentrato sull’ospedale e sulla singola prestazione, ad un altro, basato sul territorio, rispondendo alle nuove esigenze assistenziali, diverse e sempre più complesse e spostando, in definitiva, le informazioni sullo stato di salute, piuttosto che il paziente.

“In questo ambito – afferma il direttore del dipartimento di Diagnostica per Immagini dr. Gianfranco Pelliccia – il potenziamento dei sistemi di telemedicina e telerefertazione permetteranno di estendere notevolmente la capacità e l’efficacia diagnostica non in alternativa alla presenza fisica del radiologo che sarà comunque garantita durante i procedimenti invasivi come la somministrazione dei mezzi di contrasto. La sinergia tra i nostri ospedali, con le aziende ospedaliere e con il territorio – conclude il dr. Pelliccia – ha un valore strategico fondamentale per migliorare l’omogeneità degli interventi sulle persone malate e garantire la continuità della presa in carico”.

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