NARNI, 29 marzo 2021 – Passa attraverso nuovi spazi verdi e di pubblica utilità per adulti e bambini la riqualificazione urbana della frazione di Testaccio. Lo rende noto l’amministrazione comunale che ha predisposto un progetto complessivo incardinato su un circuito ciclistico da fuoristrada per i più giovani, un orto-frutteto urbano, una nuova area gioco per i più piccoli, una ricreativa per i cittadini e un percorso salute per gli adulti e gli escursionisti, oltre ad uno spazio attrezzato per attività di agility dog.

L’intervento sarà realizzato nell’arco di un anno e inizierà dall’abbattimento dei pini pericolosi impiantati in zona sostituendoli con altri albero autoctoni e in numero maggiore rispetto a quelli esistenti. “L’intervento straordinario sul verde prevede la riqualificazione degli spazi d’uso per i residenti con l’incremento delle piante e della biodiversità, grazie alla messa a dimora di nuovi esemplari arborei ed arbustivi che raddoppieranno di fatto il numero di piante esistenti”, spiegano dal Comune sottolineando che complessivamente verrà ricavata una superficie di 15mila e 500 metri quadri a verde interamente fruibile e distinta per macro aree. In pratica – puntualizza l’amministrazione – ogni abitante di Testaccio avrà 30 metri quadrati di verde a disposizione”.

Previste attività laboratoriali e socio-culturali come l’orticoltura, l’apididattica, il gioco creativo e l’arredo riciclato. “Il progetto non è calato dall’alto – spiega ancora l’amministrazione – ma è stato realizzato con il diretto coinvolgimento dei residenti, grazie ad incontro organizzati nel rispetto delle normative anti contagio. il risultato è stato quello di definire aree funzionali e tematiche in un’ottica di sostenibilità ambientale, di riciclo dei materiali per una seconda vita e di gestione dei servizi.

Con questo intervento, che rappresenta un nuovo modello di riurbanizza zione attiva esportabile anche in altre realtà – conclude l’ente – si intende effettuare anche attività di formazione e laboratoriali che favoriscano l’aggregazione e la partecipazione dei residenti e l’attrazione di fruitori esterni, recuperando la coscienza dei luoghi, ossia la capacità di attivare il territorio come piattaforma dove pubblico, privato e civile si ricombinano in nuove azioni collaborative”.

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