Assisi, 31 marzo 2021 – Il protrarsi dell’emergenza epidemica sta accentuando ancor più le già irrisolvibili difficoltà di gestione delle “strutture di ricovero per anziani” pubbliche di Assisi, Città di Castello, Gualdo Tadino, e Gubbio. La “Andrea Rossi” h scritto un accorato appello alla Presidente della Giunta Regionale, Donatella Tesei, perchè “non è più rinviabile il fornire, da parte della Regione dell’Umbria, concrete risposte sia alle numerose note inviate formalmente alla Regione stessa a partire dal gennaio 2020 che ai vari incontri informali tenutisi. Agli annosi problemi di integrazione con l’intero sistema sanitario regionale, alle acrobazie organizzative cui siamo costretti da tempo per il blocco ormai ultradecennale delle tariffe, alle sempre maggiori richieste che ci provengono dagli assistiti e dalle loro famiglie, ma anche dagli Enti di controllo, si sono aggiunti, come ben saprete, gli effetti del Covid-19 che hanno forzatamente stravolto tutto il lavoro messo comunque a punto nel tempo”.

Il sindaco di Assisi Stefania Proietti, insieme ai colleghi di Città di Castello, Gualdo Tadino e Gubbio, ha inviato una lettera alla presidente della Regione Donatella Tesei con cui si richiede un incontro urgente per affrontare il tema delle 4 strutture pubbliche di ricovero per anziani e le mancate risposte più volte sollecitate; l’interesse del sindaco di Assisi si riferisce ovviamente alla casa di riposto “Andrea Rossi”. “Il protrarsi dell’emergenza epidemica – scrivono i 4 sindaci – sta accentuando ancor più le già irrisolvibili difficoltà di gestione delle “strutture di ricovero per anziani” pubbliche. Agli annosi problemi di integrazione con l’intero sistema sanitario regionale, alle acrobazie organizzative cui siamo costretti da tempo per il blocco ormai ultradecennale delle tariffe, alle sempre maggiori richieste che ci provengono dagli assistiti e dalle loro famiglie, ma anche dagli enti di controllo, si sono aggiunti, come ben saprete, gli effetti del Covid-19 che hanno forzatamente stravolto tutto il lavoro messo comunque a punto nel tempo”.

“Oltre al problema tariffe – spiegano – vanno considerati gli aggravi di bilancio dovuti al Covid-19 conseguenti all’inevitabile aumento delle spese già effettuate e a quelle future, sia sul fronte degli acquisti di materiale e dispositivi protezione individuale, sia per quanto concerne soprattutto l’aumentata richiesta di ore di servizio dei vari operatori. In particolare, la forte riduzione del tasso di occupazione dei posti letto ha provocato e continua a provocare una drastica riduzione delle entrate, essendo le nostre risorse rappresentate quasi esclusivamente dalle rette di degenza”.

Le residenze protette fanno parte del Sistema integrato di interventi e servizi sociali e svolgono un ruolo fondamentale sul territorio di appartenenza. Altre regioni d’Italia si sono attivate fin dall’inizio dell’emergenza per dimostrare il loro supporto alle strutture che si stanno prendendo cura della categoria più colpita da questo virus, prevedendo solo quale esempio di quanto fatto, una quota per ogni posto rimasto vuoto in struttura a causa della pandemia e/o un indennizzo dei costi sostenuti per l’emergenza

A tal proposito i rappresentanti delle “strutture di ricovero per anziani” unitamente ai rispettivi sindaci del territorio di appartenenza, firmatari della lettera, chiedono un tempestivo e urgente tavolo di confronto, nell’interesse di tutti, non più rinviabile, sui seguenti temi già posti e cioè la revisione delle tariffe e il contributo straordinario emergenza Covid-19 per il quale occorre quanto prima, con urgenza, applicare l’art. 109 del DL 34/2020 e l’art 8 del decreto ristori bis, che garantirebbe alle strutture quasi un “vuoto per pieno” con il pagamento fino al 90% del budget dei posti forzatamente rimasti vuoti.

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