Perugia, 7 aprile 2021 – L’Associazione Soroptimist International – club di Perugia – che fin dalla sua fondazione nel 1956 si occupa di problematiche legate alla donna, propone una serie di incontri dal titolo “ Donne Etrusche a Perugia”, per mettere in evidenza e parlare del ruolo della donna, e della considerazione in cui era tenuta all’interno della famiglia e nella società etrusca; i riferimenti e i contesti saranno per lo più legati all’ambiente perugino.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Presidente Dott.ssa Gabriella Agnusdei, già Funzionario Agronomo Forestale presso il Comune di Perugia, per coinvolgere e interessare le socie e gli interessati in un momento così delicato e difficile che la società sta trascorrendo. Le conferenze saranno tenute on-line dalla Dott.ssa Luana Cenciaioli, già Direttore del Museo archeologico nazionale dell’Umbria, giovedì 8 aprile, giovedì 22 aprile e giovedì 6 maggio 2021 alle ore 18 su piattaforma Microsoft Teams, con prenotazione su perugia@soroptimist.it. 8 aprile ore 18 Ipogei femminili: l’esempio di Casaglia Nelle necropoli etrusche del territorio perugino sono attestati alcuni ipogei al cui interno sono presenti solamente deposizioni femminili; uno di questi casi è rappresentato dalla “Tomba di Casaglia”, scoperta a Casaglia casualmente nel 1986 durante lavori edili e oggetto di scavo clandestino.

L’anno seguente grazie alle operazioni condotte da militari del Reparto Operativo Gruppo Carabinieri di Perugia furono recuperate   quattro urne cinerarie etrusche di età ellenistica trafugate, riferibili a membri femminili legati alla stessa famiglia, come testimoniano le iscrizioni etrusche e latine. I motivi raffigurati sulla fronte rappresentano miti greci e in un caso, nell’urna cosiddetta “del bacio perugino” l’estremo saluto di due coniugi. Conservano estese tracce di policromia e residui di doratura

Al momento dello scavo effettuato dalla Soprintendenza è stato rinvenuto l’ipogeo privo della copertura e parte del corredo funerario, costituito da vasetti miniaturistici per lo più integri e da un cofanetto, formato da lamelle in osso lavorato, purtroppo schiacciato dal peso della terra, il beauty-case di thania, contenente arnesi per la toletta femminile.

22 aprile ore 18 L’amore al tempo degli etruschi

L’argomento che oggi, suscita falsi pudori, era invero nell’antichità molto diffuso, e attestato a dimostrazione di una cultura più aperta e libera della nostra e va considerato sotto vari aspetti: filiale, coniugale, amoroso e/o erotico.

Lo conosciamo attraverso le testimonianze archeologiche, soprattutto nelle raffigurazioni delle pitture tombali e in quelle vascolari, negli specchi in bronzo, nelle sculture, nelle urne e nei sarcofagi.

Alcuni esempi troviamo nelle urne etrusche perugine di età ellenistica: nel caso dell’urna di Casaglia, marito e moglie sono abbracciati teneramente e si baciano. E ricordiamo le lacrime che scendono sulle gote dei due coniugi che si salutano, sulla fronte dell’urna degli anei marcna, rinvenuta a Strozzacapponi e ora all’antiquarium di Corciano.

E ancora l’amore coniugale per eccellenza, che simboleggia la fedeltà è quello di Penelope e Ulisse, rappresentato su un’urna, dove il re di Itaca, tornato in patria, osserva, non visto, la preparazione della toletta della moglie, nuda, con un mantello che copre solo le gambe.

Di sapore piccante sui vasi figurati sono danze di satiri e menadi che si rincorrono durante i riti dionisiaci, ebbri dal vino. E scene erotiche di sesso puro sulle pitture parietali della tomba dei Tori a Tarquinia.

L’amore divino si ritrova anche su specchi in bronzo, dove sono rappresentate scene amorose come quelle con Turan (la dea della bellezza Venere) che abbraccia Atunis (il giovane Adone). E come non menzionare il gesto di protezione con cui Ercole copre con il suo mantello la principessa Esione, dopo averla salvata dalle fauci del mostro Ketos, rappresentato sulla kelebe del pittore di Esione, uno dei ceramografi etruschi più famosi.

 6 maggio 2021 ore 18 Bellezza e salute nella civiltà etrusca

Mancano vere e proprie fonti letterarie sull’argomento, ma sappiamo che le donne etrusche dedicavamo abbastanza tempo alle toilette. Lo possiamo dedurre da vari reperti rinvenuti come balsamari e unguenti che attestano l’uso di prodotti cosmetici: anche odori e essenze, spesso sostanze afrodisiache, conservate in appositi contenitori, contribuivano alla bellezza e alla salute. Si ha notizia dell’uso di maschere, tinture e rossetti ottenuti con prodotti vegetali e grassi animali. Il materiale per la cura del corpo e per il trucco, costituito da pettini, spatole, palettine, specchi, era conservato in ciste di bronzo o in contenitori di avorio o di osso lavorato, che veniva portato nei viaggi e anche alle terme, di cui sono rimaste testimonianze.

Bellezza e salute rivestono un ruolo importante nella vita anche in età romana, come testimoniano gli edifici termali spesso decorato con magnifici mosaici, tra cui ricordiamo quello in bianco e nero che raffigura Orfeo che con il suono della lira incanta gli animali, ubicato a Perugia in via Pascoli all’interno dell’Università degli Studi di Perugia

 

 

 

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