Siema- Perugia 7 aprile 2021 – Dalle prime luce dell’alba i Carabinieri della Compagnia di Siena hanno dato la stura ad un’operazione a largo raggio che ha interessato anche le Province di Roma, Perugia, Teramo, Ancona e Forlì-Cesena.

I militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un “decreto di fermo di indiziato di delitto” emesso dalla locale Procura nei confronti di 8 soggetti, appartenenti a un gruppo criminale di etnia sinti, dedito a “rapine” e “furti aggravati” ai danni di bancomat e non solo, e alla “ricettazione” dei relativi proventi. Il provvedimento è stato adottato dall’AG ravvisandosi pericolo di fuga da parte degli interessati. L’indagine, avviata dall’analisi di alcuni furti in abitazione consumati nella provincia di Siena, ha consentito di definire i ruoli e i compiti degli indagati, evidenziandone le responsabilità in 2 rapine – di cui una a mano armata con travestimenti da falsi Carabinieri -, 4 spaccate ai danni di istituti di Credito e 10 furti in abitazione consumati nella Provincia di Siena nel periodo agosto – dicembre 2020.

Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Siena – Dott. Salvatore Vitello – e dal Sostituto Procuratore Dott. Siro De Flammineis, hanno avuto origini dall’analisi di alcuni furti in abitazione consumati la scorsa estate nella Provincia di Siena da parte della Stazione Carabinieri di Castelnuovo Berardenga (SI). Il successivo approfondimento investigativo, dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, ha permesso di delineare l’articolata composizione di un gruppo criminale con numerose basi logistiche nel centro Italia, ritenuto responsabile di numerosi reati di matrice predatoria.

In particolare sono state evidenziate responsabilità in:

  • 2 rapine consumate nelle province di Siena e Arezzo nel mese di dicembre 2020;
  • 4 furti aggravati ai danni di sportelli ATM con modalità spaccata consumati nelle Province di Roma e Perugia;
  • 10 episodi di furto consumati nelle province di Siena e Macerata, nell’arco temporale tra agosto e dicembre 2020.

I soggetti destinatari di misura:

  • per quanto concerne le rapine, dopo aver individuato un’autovettura veloce da asportare, simulavano l’acquisto presso una concessionaria in provincia di Arezzo e, durante un giro di prova, rapinavano il veicolo, che successivamente veniva utilizzato su strada a scorrimento veloce, nel tentativo di effettuare una nuova rapina ai danni di medici pendolari, con l’utilizzo di armi, lampeggianti e casacche riportanti la scritta Carabinieri;
  • pianificavano spaccate ai danni di istituti di credito utilizzando carroattrezzi provento di furto e autovetture veloci per la fuga.

L’attività di indagine ha permesso, inoltre, di accertare l’esistenza di numerosi appoggi logistici nel centro Italia, che fornivano ai 19 indagati un costante sostegno nelle attività delittuose, nonché una continua interscambiabilità di ruoli nell’attuazione degli eventi criminosi.

Nel corso dell’operazione, sono state eseguite anche 8 perquisizioni nei confronti di altrettanti soggetti con l’ausilio di personale del nucleo cinofili di Firenze e Roma.

 

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