Todi, 12 aprile 2021 – In questo documento a firm di ANPI UMBRIA, Associazione Franca Viola-Coordinamento donne Todi, Bottegart – bottega artigiana della creatività e dei diritti umani, CGIL Perugia, Libera Umbria, Libertà e Giustizia Umbria, Rete degli studenti medi Umbria, RU2020 – Rete Umbra per l’autodeterminazione, So’stare – microeditoria del borgo consapevole, Smascherati Associazione culturale, SPI CGIL Provinciale Perugia ,UDI – Unione donne in Italia Perugia e Provincia e UDU Perugia le associazioni e i sindacati chiedono il ritiro del patrocinio delle Istituzioni.
Dietro l’organizzazione del festival “Todi città del libro” si nasconde la Casa editrice di riferimento di Casapound. Le soldatesse in grigioverde – Con il memoriale di Piera Gatteschi Fondelli generale delle ausiliarie della RSI, Risorgere e combattere – I discorsi della Repubblica Sociale e il testamento politico di Benito Mussolini, Oltre il maschio debole – Prospettive per ritrovare la “Via del guerriero”, basta navigare tra questi e gli altri titoli presenti nel sito della casa editrice Altaforte per capire con chi si ha a che fare.

Possiamo poi tornare con la memoria al maggio 2019 quando si sollevarono le proteste di scrittori, intellettuali, editori e lettori, per l’annunciata presenza della stessa al Salone del Libro di Torino, case editrici e ospiti illustri, tra cui Halina Birenbaum, testimone dell’olocausto, e la presidente nazionale ANPI Carla Nespolo, si rifiutarono di condividere quel luogo con l’editrice tanto vicina a CasaPound. La sindaca Appendino e il presidente Chiamparino chiesero allora agli organizzatori e ottennero la revoca della concessione dello stand ad Altaforte.
A luglio 2020 Facebook ha prima nascosto e poi rimosso la pagina della casa editrice per aver «pubblicato contenuti che incitano all’odio e, di conseguenza, non rispetta gli Standard della community di Facebook».

Alla luce di tutto ciò, oggi apprendiamo con sgomento che a Todi, con tanto di patrocinio del Comune e dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, si terrà a giugno il festival letterario “Todi città del libro”, relatori alcune delle “penne più autorevoli della cultura sovranista”, indovinate dov’è che troviamo questa definizione? Proprio nel sito della casa editrice Altaforte dove scopriamo che oltre la metà dei relatori annunciati nel sito del festival hanno pubblicato con loro uno o più libri, o articoli sulla rivista Primato Nazionale, sia che si guardino quelli nella home che quelli nella sezione del sito dedicata ai relatori (alcuni nomi sono presenti solo in una delle due pagine).
Se tutto questo non bastasse, scorrendo nella home fino ai contatti a fondo pagina scopriamo che, coincidenza, l’associazione Castelli di carta organizzatrice del festival, ha lo stesso numero telefonico fisso della casa editrice Altaforte.

Ancora una volta la destra sovranista e fascista trova in Umbria terreno fertile per sfoggiare e propagandare la sua ideologia retrograda e anticostituzionale con tanto di patrocinio delle Istituzioni. La Giunta di Todi non è certo nuova all’uso propagandistico dei libri, ricorderete tutti e tutte la direttiva di giunta del novembre 2017, che chiedeva di spostare nella Biblioteca comunale “Libri per bambini con contenuti riguardanti temi educativi sensibili”, individuando come soluzione “la collocazione dei testi che hanno come contenuto tematiche sensibili, controverse sul piano scientifico, e divisive tra le famiglie come la omogenitorialità, la gestazione per altri, piuttosto che le unioni same sex, e altri contenuti di carattere sessuale, nelle sezioni per adulti anche se consigliati dalle case editrici per fasce d’età infantili”.

E la coincidenza del successivo trasferimento della Direttrice della Biblioteca all’ufficio Urbanistica.
Nel frattempo Todi aveva ricevuto il titolo di “Città che legge”, riconosciuto da MiBacT, Cepell e ANCI, grazie all’attività svolta dalla Biblioteca comunale.
Ci indigna enormemente oggi vedere come da quella “Città che legge” in cui si arrivava a realizzare in un anno 149 iniziative (gruppi di lettura, libroterapia, incontri per bambini, laboratori didattici per grandi e piccini sull’arte di illustrare il libro, attività didattica sulla storia del libro e sui materiali, incontri con autori e molto altro) per una utenza di quasi 13.000 persone, si voglia trasformare nella Città del libro -sovranista per propagandare machismo, nazionalismo e revisionismo storico.

Come donne e come eredi di coloro che hanno lottato per la liberazione dal nazifascismo e hanno aperto e percorso la strada delle lotte per i diritti e l’autodeterminazione, ci opponiamo a tutto questo e chiediamo a gran voce che vengano ritirati il patrocinio e il contributo delle Istituzioni a un festival che fa capo a chi si dichiara pubblicamente fascista del terzo millennio e pertanto contro ogni principio della nostra Costituzione antifascista.

Todi, 12 aprile 2021

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