PERUGIA, 14 aprile 2021 –  – Per far fronte alle difficoltà causate dalla lunga pandemia è stata finalmente resa attuabile una importante misura a sostegno al settore agricolo, grazie anche a un ingente stanziamento di risorse a livello nazionale pari a quasi 500 milioni di euro.

Anche Confagricoltura Umbria esprime così soddisfazione per l’emanazione, da parte INPS, delle istruzioni operative per accedere all’esonero straordinario dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020.

L’esonero – ricorda l’organizzazione degli imprenditori agricoli – riguarda i datori di lavoro delle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura, che svolgono le attività identificate dai codici ATECO indicati nei decreti ministeriali 15/09/2020 e 10/12/2020.

La circolare INPS precisa che, per ottenere l’esonero, è sufficiente che almeno una delle attività svolte, anche non in via principale, sia riconducibile ad un codice ATECO indicato dai decreti ministeriali. In tal caso la misura viene riconosciuta per la contribuzione dell’intera posizione contributiva dell’azienda, non solo per quella che rientra nei codici.

“L’INPS – sottolinea Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria – ha quindi condiviso la tesi interpretativa di Confagricoltura prendendo atto che l’agricoltura moderna è sempre più caratterizzata dalla multifunzionalità e che in tale contesto diventa particolarmente difficile individuare quale sia l’attività principale esercitata dall’impresa agricola”.

Per l’organizzazione degli imprenditori agricoli questo provvedimento attenua in parte le difficoltà di imprese e lavoratori, anche se preoccupano i tempi stretti per la domanda (30 giorni, e quindi entro il prossimo 12 maggio) e l’obbligo di comunicare gli aiuti percepiti o richiesti che rientrano nel “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID”, vista la complessità, lacunosità ed eterogeneità della normativa di riferimento e la misura del limite di 225.000 euro che può costituire un possibile ostacolo per le imprese più strutturate e con maggiore carico di manodopera.

Le istanze, da presentarsi tramite il portale INPS, vanno istruite dal consulente del lavoro di riferimento sia per i datori di lavoro che hanno sospeso i versamenti nel periodo di riferimento, sia per coloro che non li hanno interrotti e che potranno beneficiare dell’agevolazione non goduta in compensazione con la contribuzione dovuta in futuro.

Gli uffici di Confagricoltura si stanno già attivando per curare le istruttorie delle aziende di cui seguono il servizio paghe.

 

Uffici che si sono messi a disposizione delle aziende agricole associate anche per aiutarle nella presentazione e invio delle istruttorie relative al contributo a fondo perduto.

Con il DL 41 del 22 marzo scorso (il cosiddetto “Decreto Sostegni”) viene infatti riconosciuto un contributo a fondo perduto a beneficio di tutte le aziende che hanno avuto un calo del fatturato medio dall’anno 2020 rispetto all’anno 2019, di almeno il 30%. La richiesta del contributo potrà essere presentata fino al 28 maggio 2021.

Ai fini dell’individuazione dei ricavi/compensi, per le aziende agricole (e si pensa soprattutto a quelle agrituristiche colpite molto duramente dalle chiusure dovute alla pandemia) si fa riferimento al volume d’affari.

Per poter accedere al contributo, è necessario rispettare i seguenti due requisiti: aver conseguito nel 2019 (o, più precisamente, nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello in corso alla data del 23.03.2021, ossia per coloro che non hanno l’anno d’imposta coincidente con l’anno solare) ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro; aver registrato nel 2020 un calo medio mensile del fatturato e dei corrispettivi rispetto al 2019 di almeno il 30%.

Il contributo è determinato applicando alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi mensili dell’anno 2019 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi mensili del 2020, una delle seguenti percentuali, commisurate all’ammontare dei ricavi/compensi.

L’ammontare del contributo è riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a euro 1.000 per le persone fisiche e a euro 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche (contributo minimo), nel presupposto che comunque vi sia stato un calo del fatturato medio mensile almeno pari al 30%.

L’ammontare del contributo richiesto non potrà, in ogni caso, essere superiore i 150 mila euro.

Il contributo può essere richiesto attraverso la presentazione di un’istanza, mediante i canali telematici dell’Agenzia delle entrate, da parte degli stessi soggetti che ne abbiano diritto ovvero tramite un intermediario. “Per aiutare anche in queste pratiche gli agricoltori, in ogni tipo di esigenza, i nostri uffici sono a disposizione” commenta a riguardo Rossi.

 

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