Paciano, 14 aprile 2021 – Raccolta di saperi e memorie, archivio web, spazio espositivo e progetti diffusi sul territorio, ma prima di tutto “luogo di incontro”. “TrasiMemo – Banca della memoria del Trasimeno” di Paciano compie sette anni e per essa è tempo di bilanci. Sabato scorso la sua esperienza è stata ospitata nel programma di Linea Verde nell’ambito della presentazione della via Romea Germanica e oggi spegne le sue prime sette candeline.

“Questo spazio – spiegano Cinzia Marchesini antropologa culturale del Ministero della cultura, oltre che assessora comunale, e Daniele Parbuono antropologo culturale dell’Università degli studi di Perugia e delegato al Coordinamento staff e relazioni del Rettore, in un articolo recentemente ospitato sulla rivista della Società italiana di antropologia medica AM – che a seconda delle circostanze definiamo progetto, percorso, processo, oppure ecomuseo, museo etnografico del contemporaneo, centro di documentazione e di ideazione, è senza dubbio luogo di incontri umani, in cui differenti competenze si mescolano con l’obiettivo di individuare nuove forme di equilibri tra memorie dei saperi territoriali e future esigenze di vita. Dentro TrasiMemo si conservano pochi oggetti, alcuni know-how, numerosi interrogativi e molte speranze”.

La Banca dei saperi del Trasimeno inizia la sua avventura nell’aprile del 2014, con l’inaugurazione nel prestigioso Palazzo Baldeschi, di un allestimento museale, di un archivio virtuale e di laboratori sui saperi della zona del lago Trasimeno.

Il Comune di Paciano aveva affidato alla Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici dell’Università degli Studi di Perugia, di cui oggi Parbuono è direttore, la cura delle attività di ricerca e di mediazione del progetto. La creazione di uno spazio di dialogo promosso dalla ricerca etnografica con la comunità ha permesso la raccolta e l’organizzazione di parti significative della memoria.

Il progetto era fortemente voluto dalla allora amministrazione guidata dal sindaco Franco Fratoni di cui faceva parte la stessa Marchesini e l’attuale Sindaco, Riccardo Bardelli.

Ma alle intuizioni iniziali presto si sono aggiunte nuove attività con le scuole, le associazioni locali, con pazienti del Centro di salute mentale del Trasimeno e da qui le diverse edizioni, fino ai giorni nostri, del progetto “Arts&Crafts, un’esperienza di salute mentale tra i patrimoni culturali”, volto a promuovere l’autonomia personale di soggetti vulnerabili attraverso una serie di laboratori di presa di coscienza dei patrimoni locali e laboratori artigianali.

“In sette anni – sottolinea Bardelli – TrasiMemo è cresciuta molto, ha ottenuto numerosi apprezzamenti ed è stata incubatrice di eventi ed attività che hanno arricchito Paciano ed il Trasimeno”.

Oggi, secondo quanto riferiscono i suoi promotori, la Banca delle memoria di Paciano “riparte dalla sua storia per sviluppare iniziative di stabilizzazione del progetto dedicato alla salute mentale e di sviluppo locale con la realizzazione di Atelier diffusi nel centro storico”.

Le esperienze maturate al suo interno recentemente sono state descritte in due articoli scientifici. Il primo, dal titolo “Esperienze per un uso sociale della ricerca a TrasiMemo. Diversità e disabilità”, può essere consultato all’indirizzo http://www.amantropologiamedica.unipg.it/. L’altro, a firma della tessitrice Monica Giacomelli, di Marchesini e di Parbuono, è contenuto nel volume “Ri-tornare. Pratiche etnografiche tra comunità e patrimoni culturali” della autrici Ballacchino, Katia, Bindi, Letizia, Broccolini, Alessandra che verrà presentato il prossimo 26 maggio nell’ambito degli “incontri di antropologia dei patrimoni” che la Scuola di Specializzazione in Beni demoetnoantropologici realizza mensilmente.

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