Foligno, 25 aprile 2021 – Da domani ritorna la zona gialla e sarà una full immersion nelle osterie, nelle trattorie nelle fiaschetterie di via Gramsci e Piazza del Grano. Da domani sono sdoganati baci e abbracci e torna il divertimento e anche la buona cucina. Non vede l’ora di rimettersi ai fornelli il giovane chef Riccardo Vitiani che riapre il ristorante “Pagnò” in piazza del Grano 38/39, vicino la biblioteca comunale Dante Alighieri.

Una cucina d’autore che si distingue per l’attenzione nella selezione delle materie prime e per le proposte gastronomiche di alto profilo, tutte riconducibili alla tipica cucina umbra. A rendere la cena o l’aperitivo un’occasione indimenticabile non è solo l’eleganza degli ambienti ma anche le preziose opere d’arte del maestro Pierpaolo Romotto. I suoi quadri, sono un omaggio all’anniversario dei 700 anni della morte di Dante Alighieri. L’artista attraversa sette secoli di bellezza e fantasie proibite, ovvero la storia del corpo nudo nella pittura. “Una battaglia –spiega – per rappresentare questo oscuro oggetto del desiderio, costantemente attaccato, censurato, messo a tacere dalla vergogna dell’ignoranza dotta. Per non citare – aggiunge- coloro i quali ne parlano, ne descrivono le bellezze, però mai e poi mai nelle loro abitazioni troverete un corpo nudo. Vedi la Maja desnuda e la Maja vestita.
Esplorare come hanno fatto molti artisti il proibito, cogliere archetipi e giocare con i codici e i limiti imposti dal potente di turno, re, prelati, dittatori o potenti comunicatori è stato da sempre il gioco preferito praticato dai grandi e colti liberi pensatori”.

Una visione e una costatazione di fatto, che si pone davanti è la conoscenza, il lavoro svolto in oltre quaranta anni da Pierpaolo, il fatto che il corpo umano, la sua essenza, sono stati sempre una costante, che non è stata mai abbandonata, anzi musa ispiratrice silente anche nel design industriale, e ora nel nuovo progetto fotografico “segni di luce” con un uso sapienti delle tecniche fotografiche e dei nuovi programmi digitali. “Questa serie – spiega meglio Ramotto – vuole essere inoltre un documento che testimonia l’evoluzione della tecnica digitale e fotografica in tutte le sue espressioni. Ieri questo stesso progetto era pensabile, ma non realizzabile, per la poca memoria ram degli stessi mezzi, la mancanza di una scheda grafica che ci permette molto di più. Il corpo, questa icona sacra, come citava il titolo di una mia mostra “Il Corpo è Sacro”, una conversione senza allontanamenti o sbarramenti a diversi concetti o filosofie di comunicazione. La luce da sempre ha suscitato grande interesse, utilizzata come strumento di misurazione, come elemento ciclico o come divinità da adorare.

La luce studiata scientificamente, scomposta e trasformata è stata per pittori del settecento e ottocento un elemento primario e determinante, poi i fotografi il grande elemento naturale da controllare, gestire, misurare, e ricostruire per ottenere delle emozioni che il nostro cervello trasforma in stati d’animo. Questi segni pittorici o sgraffi digitali, iscritti in uno spazio delimitato possono comunicare messaggi, come l’antico alfabeto celtico ogham ricerche, approfondimenti realizzate alla Bildenden Akademie di Monaco”.

Entrando nel ristorante da “Pagnò” (diminutivo di pagnotta, come hanno sempre soprannominato gli amici d’infanzia lo chef Riccardo Vitiani), si può ammirare la pittura impressionista, divisionista, materico astratta di Pierpaolo, con soggetti alchemici che dimostrano come con quei segni si può fare molto di più e la figura, con la sua difficoltà esecutiva, diviene il suo soggetto oggetto, carico di valori, simboli e storie. Dante, il suo inferno e le tre donne che sceglie come figure illuminanti sono le tre inclinazioni che i cinque segni traslano sulla superfice alludendo e illudendo lo spettatore. E la frase di Dante attualissima “io son Beatrice che ti faccio andar” diventa il motore che muove questa serie di lavori di Ramotto. Complimenti all’artista e complimenti anche a Riccardo Vitiani che ha subito accettato di buon grado di ospitare queste importanti opere.

 

 

 

(79)

Share Button