Perugia, 30 aprile 2021 – In un comunicato a firma di Silvia Tiberti, Narni – Paolo Polinori, Perugia – Benedetta Baiocco, Montecastrilli – Maria Laura Sebastianelli, Castiglione del Lago – Claudio Quaglia, Perugia – Emanuela Vici, Foligno – Pietro Lambrenghi, Norcia – Andrea Cernicchi, Perugia – Italo Federici, Terni – Luciano Recchioni, Gualdo Tadino – Andrea Schoen, Foligno – Vincenzo Scorza, Perugia – Ivana Bouché, San Gemini – Giacomo Bonini Baldini, Bevagna – Nicola Mariuccini, Perugia – Mauro Rovinati, Cannara – Marko Hromis, Perugia – Ubaldo Casoli, Gubbio – Donatello Tinti, Nocera Umbra – Marcello Moretti, Perugia e Daniele Benedetti, Spoleto, si legge: Le notizie dei risultati congressuali che ci giungono dai territori ci restituiscono una situazione drammatica del PD regionale, che avevamo ampiamente denunciato e che abbiamo cercato in ogni modo di scongiurare che giungesse a questo triste epilogo.

Circa la metà dei pochi aventi diritto al voto (6108) non sono andati a votare. Interi circoli, anche molto importanti, non hanno partecipato al congresso. Dopo che con pervicace ostinazione non si sono voluti far votare i “nuovi” iscritti 2020, è un insulto all’intelligenza (anzitutto di chi argomenta così) fare riferimento agli iscritti 2020 (come li hanno conteggiati? Dove sono i dati ufficiali, visto che il tesseramento si chiuderà proprio oggi?). Si continua con la mistificazione, ma la realtà è che
decisamente meno della metà degli aventi diritto al voto avrebbero votato il candidato unico regionale, perché alcune centinaia di persone sono andate a votare scheda bianca.

Con dati provenienti da alcune città molto negativi, a cominciare dal capoluogo, Perugia, dove il risultato si aggirerebbe intorno al 30%, come anche ad Assisi e a Foligno. In alcuni comuni del Lago i risultati del candidato unico si attestano tra il 25% e il 35%. A Narni il 9%, a Gualdo Tadino l’1,95%, Cannara zero votanti. Nel ternano il candidato alla segreteria provinciale prenderebbe addirittura più voti del candidato regionale.

Non eravamo impazziti nel sottolineare questa gravissima situazione, ed è puntualmente arrivato un segnale inequivocabile della sofferenza del partito umbro, i cui iscritti, giustamente, non hanno capito le continue forzature ed evidentemente non hanno voluto prestarsi a partecipare ad un mero votificio. È una responsabilità che il nuovo Segretario regionale condivide con l’ampio gruppo dirigente, regionale e nazionale, che l’ha sostenuto. E devono essersene accorti se adesso, a congresso finito, annunciano di voler parlare di contenuti e di proposte organizzative, a certificazione del vuoto assoluto che ha contraddistinto questo congresso farsa.

Abbiamo assistito ad una delle più brutte pagine del Partito umbro: non ha vinto nessuno, ma ha perso il PD. Un risultato che ci delegittima – tutti – nella società umbra, facendo perdere al PD la necessaria autorevolezza che serve per contrastare le destre che governano la Regione e molte delle città più importanti. Malgrado ciò, ci faremo carico, e siamo già al lavoro in tal senso, per promuovere un’ampia fase di partecipazione e di apertura alla società umbra.

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