Bevagna, 2 maggio 2021 – “Il Santuario della Madonna della Valle tornerà accessibile fra qualche mese”. Ad annunciarlo è il sindaco di Bevagna, Annarita Falsacappa, in occasione della festa del primo maggio, giorno in cui tradizionalmente i bevanati sono soliti recarsi al Santuario. In seguito al terremoto del 1997, il luogo di culto è rimasto abbandonato e il suo destino sembrava segnato, “tanto che i rovi infestavano la struttura, il portico era ceduto così come parte del tetto e la parte absidale si staccava dal resto della costruzione – ricorda il sindaco Falsacappa -.

Questa è la situazione che l’attuale amministrazione comunale ha trovato al suo insediamento nel 2016, tra lo sconforto di tutti i cittadini che chiedevano di intervenire per recuperare il Santuario. Pertanto abbiamo cercato di fare il possibile”. In accordo con l’Archidiocesi di Spoleto, è stato denunciato l’evidente aggravamento della chiesa a seguito del sisma del 2016 e la curia ha proceduto alla messa in sicurezza dell’edificio, completando la prima parte dei lavori nel 2020.

Nel frattempo l’amministrazione comunale ha concordato con l’arcivescovo di Spoleto la cessione al Comune in comodato d’uso del Santuario per una durata di 15 anni. Questo ha consentito all’amministrazione comunale di produrre un progetto di riqualificazione della chiesa all’interno del PSR 2014-2020 Misura 7.5.1 e di ottenere un contributo di 550mila euro, che interesseranno la ristrutturazione della chiesa, la realizzazione di un punto di ritrovo e la risistemazione di alcuni sentieri. I lavori al Santuario sono ripresi a gennaio 2021 ed hanno interessato il terreno circostante la chiesa per una palizzata di contenimento, il consolidamento dei muri perimetrali, l’abside, il tetto, il campanile. “I miglioramenti strutturali sono già visibili e fra qualche mese il Santuario della Madonna della Valle potrà essere nuovamente accessibile da parte di tutti i fedeli – afferma il primo cittadino di Bevagna – che in questi anni ci hanno spronato a non lasciar crollare la chiesa e sostenuto in questa impresa di recupero di un bene così importante per tutta la comunità. Anche questo – conclude Annarita Falsacappa – è uno dei tanti sogni che è diventato realtà”.

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