MAGIONE, 5 maggio 2021 – Non solo mostre e progetti espositivi, ma anche interventi di potenziamento delle strutture e investimenti in allestimenti e nuove tecnologie nel futuro delle strutture museali di Magione, Museo della pesca e del lago Trasimeno e della Torre dei Lambardi, tornati fruibili al pubblico dal primo maggio. Alla riapertura erano presenti il direttore del museo, Ermanno Gambini, l’assessore alla cultura Vanni Ruggeri e Federica Volpi, responsabile delle strutture per Sistema Museo. “Il Museo della pesca – ha spiegato Gambini – è collocato in un circuito museale che comprende l’intero Trasimeno il cui sistema integrato ci permette di ottenere una conoscenza completa delle caratteristiche di questo antichissimo bacino lacustre, circa un milione di anni, con una storia unica rappresentata sia dalle sue caratteristiche geofisiche sia dal lungo legame con le comunità che vi si sono insediate nei millenni.”

“Era importante riaprire per dare un segnale di ritorno alla normalità – ha aggiunto l’assessore Ruggeri (nella foto)- per un settore come quello culturale che ha subito forti ripercussioni dalla situazione epidemiologica in corso, ma anche per riannodare un legame che il Museo della pesca, ma anche la Torre dei Lambardi, in realtà non hanno mai interrotto: quello con la ricerca viva, con l’attività accademica, con la progettualità espositiva.”

“Il Museo della pesca – ha fatto sapere – propone annualmente, accanto alle collezioni permanenti, mostre temporanee che sempre più si caratterizzano per la volontà di offrire, ad un livello di alta divulgazione, i risultati della ricerca focalizzata sui tematismi propri dello spazio museale.

A questo proposito il Museo ospiterà quest’estate una mostra di grande valore scientifico, organizzata anche grazie al costante e costruttivo dialogo con la Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio, e che affronta uno dei temi di stringente attualità anche per la visione e la gestione del futuro del lago: i dragaggi. Verranno proposti reperti e materiali archeologici inediti provenienti dalle esperienze di dragaggio che hanno interessato il Trasimeno nei decenni scorsi e in grado di offrire uno spaccato unico della vita e della civiltà materiale dei suoi antichi abitanti”.

“Un museo – conclude – che è parte di un sistema culturale che vede coinvolti gli altri Comuni del Trasimeno e Corciano con progetti che contribuiscono a cementare una visione unitaria in cui gli attrattori museali del territorio sono parte integrante di un percorso di fruizione e di visita coerente e omogeneo”.

Proseguono intanto in maniera strutturale gli interventi per il potenziamento delle attrezzature e dei supporti espositivi, tra cui l’ampliamento della sezione ornitologica del Museo della Pesca. Il Museo della Pesca e la Torre dei Lambardi sono anche al centro di importanti investimenti con finanziamenti provenienti dalla Regione Umbria per progetti di valorizzazione e fruizione innovativa nel quadro della rete museale territoriale, e con fondi comunali per l’implementazione della dotazione multimediale e la sicurezza post-Covid.

 

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