Città di Castello, 8 maggio 2021 – Caccia a nuove varietà di olivo in Alta Valle del Tevere per incentivare la vocazione del comprensorio come distretto per la produzione dell’olio di riferimento in Umbria e in Italia. Dal Centro delle Tradizioni Popolari di Villa Capelletti a Garavelle, dove stamattina è stata inaugurata la nuova sede messa a disposizione in comodato d’uso dal Comune di Città di Castello, la Confraternita dell’Olivo e dell’Olio dell’Alta Valle del Tevere attiverà in collaborazione con l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Centro Nazionale Ricerche (C.N.R.) di Perugia uno studio scientifico sulle varietà autoctone di piante di olivo del territorio.

L’obiettivo è di scoprire nuove cultivar che possano aggiungersi alle circa 200 già classificate nella regione, allungando la lista delle cinque varietà tipiche della vallata finora identificate: la Borgiona di San Leo, la Gentile di Montone, la Bianchella di Umbertide, cui si uniscono la Gentile di Anghiari e la Nostrale di Rigali, di cui è stata rinvenuta una pianta plurisecolare presso la Pieve di Saddi a Città di Castello. “La Confraternita dell’Olivo e dell’Olio dell’Alta Valle del Tevere ha trovato una collocazione che, da una parte, consente al sodalizio guidato dal presidente Sergio Bartoccioni di compiere il salto di qualità che meritano la passione e l’entusiasmo dei suoi membri, mentre, dall’altra, conferma la centralità per la vita e la storia della città del Centro delle Tradizioni Popolari del direttore Tommaso Bigi, fulcro di una memoria culturale di cui è fondamentale non perdere valori e insegnamenti”, ha sottolineato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta, insieme al vice sindaco Luca Secondi, all’assessore allo Sviluppo Economico Riccardo Carletti e all’assessore al Patrimonio Michela Botteghi.

“Siamo convinti che dall’attività della Confraternita possa arrivare un valore aggiunto importantissimo anche per l’economia del territorio, attraverso una ulteriore spinta a potenziare la produzione di olio di qualità in un contesto che offre già pregiate varietà di olivo”, ha aggiunto Carletti. Insieme al segretario Antonio Bicchi e ai membri della Confraternita, il presidente Bartoccioni ha ringraziato l’amministrazione comunale tifernate “per la condivisione delle finalità del sodalizio che ha permesso di individuare una sede ideale” e ha sottolineato la “soddisfazione per la collaborazione con il C.N.R., che ha esperienza pluriennale del campo della conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche vegetali e rappresenta un riferimento di eccellenza nella comunità scientifica nazionale e internazionale nel campo della salvaguardia della biodiversità vegetale”.

“Il territorio di Città di Castello e dell’Altotevere è uno scrigno che contiene varietà molto interessanti, che qui esprimono le migliori qualità dell’olio, e può candidarsi a diventare un distretto di eccellenza nella produzione olearia, grazie alla scoperta di ulteriori piante autoctone, ma anche a un necessario salto di qualità tecnologico dei frantoi locali”, ha spiegato Saverio Pandolfi dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Perugia, che ha espresso l’aspettativa di “individuare cultivar che possano arricchire il patrimonio umbro in un comprensorio finora meno esplorato dal punto di vista scientifico, ma che come area di confine dal punto di vista climatico ha grandi potenzialità per la produzione di oli eccellenti”. Nel corso della cerimonia di inaugurazione è stata messa a dimora una pianta di olivo monovarietale dell’Alta Valle del Tevere, simbolo dell’attività di ricerca scientifica che verrà sviluppata a Città di Castello.

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