TODI, 17 maggio 2021 – Costruire il futuro dell’agricoltura europea, con i giovani come figure centrali, attraverso la nuova Politica Agricola Comune europea incentrata ad una transizione verde, sostenibile ed anche equa, per non lasciare indietro nessuno. Maggiori ambizioni e maggiore impegno, con risorse importanti anche se comunque minori rispetto al periodo precedente.

Caterina Luppa (Anga Umbria)

Di strategie, risorse in campo e storie imprenditoriali, con le sfide maggiori che coinvolgono quindi i giovani agricoltori, ma anche di politiche messe in campo in questa fase di transizione (2021-2022) prima della nuova programmazione, si è parlato per fare il punto su quale sia la direzione e l’impostazione della nuova Politica Agricola Comune Europea.
L’occasione è stata l’incontro promosso da Anga Umbria (Giovani di Confagricoltura) in collaborazione con l’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi. ‘PAC post 2020, evoluzione e prospettive’ il titolo del Webinar che si è tenuto lunedì 17 maggio e che è stato trasmesso in diretta sul canale youtube dell’Istituto Agrario tuderte, incontro moderato da Ludovica Passeri della Scuola di Giornalismo radiotelevisivo di Perugia.
Nei loro saluti iniziali, Francesco Mastrandrea (presidente Anga Confagricoltura) e Caterina Luppa (presidente Anga Umbria) hanno ricordato che i giovani agricoltori sono i più pronti ai cambiamenti. “Stiamo andando verso una Politica agricola comune diversa rispetto al passato – ha detto Mastrandrea – ed i giovani imprenditori agricoli si stanno preparando per agire in modo diverso rispetto a chi li ha preceduti. Nuovi consumi e nuove produzioni, con il cambiamento climatico, ci hanno portato a cambiare metodologie e modo di fare impresa”.

Fabio Rossi (confagricoltura umbria)

Per la programmazione Pac post 2020 in campo “ci sono quindi giovani con conoscenze specializzate e all’avanguardia che possono fare la differenza nei prossimi anni” ha commentato Luppa per poi aggiungere: “Agronomi, periti e imprenditori agricoli devono unire le forze per sviluppare queste nuove opportunità che la Pac ci propone, con occhio vigile all’ambiente e alla comunità”.
Uno dei problemi subito da chiarire secondo Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria che ha chiuso l’incontro, “è il rischio che si possa travisare questo progetto di sostenibilità partendo da una foto poco realistica dell’agricoltura, quella che dà la colpa agli agricoltori delle emergenze ambientali”. Per Rossi vanno quindi analizzati non semplicisticamente punti importanti, come il concetto di biologico o quello di innovazione: “Con l’innovazione ci riempiamo la bocca ma questa si perde quando non c’è una applicazione che crea benefici economici oltre che ambientali”.

Il primo intervento è stato sulle strategie del Green deal e Farm to Fork a cura di Gabriele Chiodini (DSA3, Università degli studi di Perugia), visti come principi guida delle prossime politiche europee e strategie messe intanto in campo in questa fase di transizione anche per il settore agricolo, dopo che la precedente programmazione è arrivata al termine e in attesa della nuova. Anche in questo periodo transitorio, ha ricordato, si stanno favorendo i ricambi generazionali delle imprese agricole con fondi che i giovani possono intercettare.

Diana Lenzi, rappresentante Anga al Ceja, ha parlato del ruolo dei giovani imprenditori agricoli nel nuovo percorso europeo e delle sfide della sostenibilità nella strategia Farm to Fork. “Il momento è critico e complesso – ha spiegato -, c’è una sfida che i giovani devono cogliere e sfruttare al meglio. Anche se le conseguenze della Farm to fork saranno importanti per le aziende, la transizione ci sarà con l’agricoltura che troverà giovamento. In questo momento è solo una carta ‘bianca’ che entrerà dentro varie politiche e quindi capire bene cosa abbracciare e cosa lasciare di questa strategia è importante”.
Di strategia nazionale per l’attuazione della nuova Pac, con gli orientamenti di Confagricoltura, ha parlato Vincenzo Lenucci (area politiche europee, competitività – Ufficio studi di Confagricoltura). Anche se la fase è ancora di transizione (2021-2022) con alcune politiche avviate, c’è un quadro finanziario ormai definito che lancerà la programmazione nuova a partire dal 2023. Per il periodo 2021-2027 si parla di 38,603 miliardi totali, ha ricordato Lenucci: “Un pacchetto importante di risorse, ma comunque minori rispetto agli anni precedenti. Ci sono maggiore ambizioni e si chiede maggiore impegno agli agricoltori ma ci sono minori risorse, ed è questa la critica che viene fatta anche da Confagricoltura”.

L’agricoltura di domani ha così bisogno di nuove energie e quindi anche la formazione è importante. Di questo ha inoltre parlato Oscar Proietti dell’ITS Umbria Academy, ricordando che il percorso con l’agroalimentare è portato avanti grazie a Confagricoltura Umbria e alla vicinanza con le imprese del settore: “In questo cambiamento epocale a cui si va incontro è importante il riconoscimento di questo canale formativo dove si possono sviluppare le competenze per affrontare queste sfide”.
Infine, per le tre ‘case history’ di aziende umbre prese in esame sono intervenuti Niccolò Barberani, Francesco Loreti Urbani e Marco Caprai. “La Pac – ha detto Caprai – sembra non essere più uno strumento economico e agricolo ma solo qualcosa che aumenterà di più la burocrazia. Noi vogliamo stare sui campi e non sopra la carta. E poi vedo che si pensa di utilizzare i denari della Pac solo per darli in pasto agli elettori. Questo deve rimanere invece uno strumento economico degli agricoltori. Per sostenere i diritti degli agricoltori c’è quindi bisogno di più sindacato e di unirsi nelle scelte condivise”.
Il finale dell’incontro è stato riservato alle domande degli studenti, collegati online, dell’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi.

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