A cura di GILBERTO SCALABRINI

Spello, 24 maggio 2021 – Salendo verso Collepino, il paesaggio collinare ammantato di olivi secolari ti viene incontro con i muretti a secco. Sembrano linee leggere di matita su un foglio verde, in grado di esaltare i colori di questo albero millenario. La pietra non squadrata dei muretti è quella rosa del monte Subasio, il monte sacro dell’Umbria. Se ti inerpichi fra le chiuse, ti accorgi che sono stati tutti ristrutturati, riparati o addirittura costruiti di nuovi.

Sappiamo che appartengono ad un’epoca primitiva e che la storia racconta che hanno l’importante funzione di contenere il suolo e delimitare sentieri e le proprietà private. Sicuramente migliorano anche l’equilibrio idrogeologico.

 

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