Assemblea aperta di dialogo e di discussione alle ore 16, a Casa Rossa.  La cittadinanza, i lavoratori e tutti gli attori sociali che in questi mesi si sono battuti per la salvaguardia dell’ospedale di Spoleto e del sistema sanitario regionale sono invitati per dare una risposta univoca e coordinata

Spoleto, 3 giugno 2021 – Dopo 8 mesi di interruzione dei servizi ordinari presso l’ospedale San Matteo degli Infermi, il polo ospedaliero di Spoleto -così come quello di Pantalla- hanno abbandonato la qualifica di covid-hospital, programmando un graduale ripristino della funzionalità dei reparti precedentemente attivi. Una notizia positiva di per sè, cavallo di battaglia di molte lotte che ci hanno visto protagonisti nell’ultimo anno. Sciolti dal vincolo della situazione emergenziale già dal 21\05 (data dell’ordinanza), pochi risultano all’oggi i servizi ripristinati e rimane nebuloso il destino di alcuni reparti.

Il principale ostacolo ad una reale ripartenza continua ad essere la carenza di specialisti e di personale sanitario impiegato nella struttura: problema che si era già presentato durante la fase pandemica e che aveva inciso fortemente sulle condizioni lavorative del personale impiegato, nonché sull’offerta sanitaria. La costante condizione di sotto-organico unita al processo di depotenziamento del polo ospedaliero in atto da anni e alla mancanza di un piano di assunzioni regionale adeguato con contratti a tempo indeterminato, sia prima che dopo l’emergenza sanitaria, sono i principali fattori che rendono precaria e incerta la ripartenza. Proclami di riaperture e investimenti strutturali a poco servono senza il personale che faccia vivere e funzionare i reparti.

Proseguendo nella dichiarazione la presidente ha annunciato che nel piano di ristrutturazione sanitaria regionale il polo ospedaliero di Spoleto verrà integrato con l’ospedale di Foligno, dando vita al terzo hub della regione. Storia vecchia, che risale alle precedenti amministrazioni Marini e Lorenzetti, è la disparità di investimenti e potenziamenti tra il polo di Foligno e quello di Spoleto, che rispecchia il processo di centralizzazione della sanità regionale lo squilibrio dell’offerta sanitaria sul territorio regionale.

Questo asse Spoleto\Foligno non deve rappresentare l’ennesimo pretesto per potenziare l’offerta dei grandi poli ospedalieri a scapito di quelli di minori dimensioni. L’ospedale di Spoleto offre assistenza sanitaria ad un bacino di utenza di 60.000 persone, che include gli abitanti del comune e quelli provenienti dalla zona della Valnerina, già privata di un proprio polo ospedaliero. E’ essenziale in questa fase continuare a lottare per una reale riqualifica dell’ospedale di Spoleto e un ripristino della piena funzionalità di tutti i suoi reparti e per un piano di assunzioni di specialisti e personale sanitario con contratti dignitosi. La situazione emergenziale ce lo ha dimostrato: continuare ad indebolire la medicina territoriale e di prossimità, accentrando l’offerta nei grandi poli ospedalieri, equivale a lasciare fuori le categorie più deboli e svantaggiate da un’adeguata assistenza sanitaria. Per questo sabato 5 giugno alle ore 16, a Casa Rossa ( invitiamo la cittadinanza, i lavoratori e tutti gli attori sociali che in questi mesi si sono battuti per la salvaguardia dell’ospedale di Spoleto e del sistema sanitario regionale ad un’assemblea aperta di dialogo e di discussione, che ci porti ad organizzare una risposta univoca e coordinata.

 

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