La mostra, in via del Palazzo dei Duchi civ. 16,  porta all’attenzione del pubblico testimonianze tessili antiche e opere di Serafino Amato

Spoleto, 27 giugno 2021 – Grande successo a Spoleto per la mostra “Archeologia del vissuto”, inaugurata  in via dei Duchi, 16, dialogo tra antichi tessuti della collezione di Carmen Moreno con i dipinti su carta lucida e fotografie di Serafino Amato nell’ambito della 64esima edizione del Festival dei Due Mondi, alla Galleria  “Primitivo e Contemporaneo”, Via del Palazzo dei Duchi, 16.  La mostra porta all’attenzione del pubblico testimonianze tessili antiche e opere di Serafino Amato, a cura di Carmen Moreno. Visitabile fino a domenica 11 luglio 2021.

Molti i visitatori intervenuti  al vernissage. Tra gli altri Néstor Pongutà Puerto, addetto culturale dell’Ambasciata della Colombia a Roma, e Graziella Bildesheim, produttrice di cinema indipendente,  presidente di Maia Associazione Culturale con la quale collabora con diverse Film Commission Italiane.

L’esposizione “Archeologia del vissuto” nasce come condivisione di una raccolta importante del mondo tessile antico di Carmen Moreno e del lavoro fotografico di Serafino Amato: frammenti di piccole sculture a rilievo e il suo lavoro nascosto dei dipinti su carta, per la prima volta in mostra.

Due visioni a confronto PRIMITIVO E CONTEMPORANEO  che la galleria ospita nel periodo del 64esimo Festival di Spoleto.  I pezzi scelti per creare un dialogo tra le opere di Serafino Amato ed i tessuti antichi appartenenti alla collezione di Carmen Moreno esposti nella mostra, raccolgono due testimonianze archeologiche di materiali tessili.

La prima, stoffe copte della produzione artistica egiziana dall’età romana fino all’epoca islamica, rappresentate sia da frammenti di tessuti di abbigliamento che di arredo, decorati con motivi tratti dal periodo greco-romano al mondo orientale e alla tradizione egiziana.

La seconda, rappresentata dalle stoffe tradizionali delle popolazioni andine, dove si è sviluppata una delle più importanti civiltà del mondo. La tessitura come tradizione fu fonte di versatilità e ricchezza dove le tecniche di broccato e dell’arazzo, delle garze, delle tele doppie e delle tele dipinte erano già proprie delle popolazioni in epoca preceramica (1800 – 1500 a. C.). In mostra, frammenti delle culture Paracas, Chancay, Huari, Chimu e Inca coloniale.

 

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