Per l’attribuzione del contributo contano vari fattori. Oltre all’ISEE del nucleo familiare quindi, anche la presenza di figli che presentano la condizione di disabilità

Perugia 8 lugòio 2021 – Ammontano a 180 mila euro per l’annualità in corso, le risorse che la Regione Umbria assegnerà alle Zone sociali per sostenere le famiglie numerose: la Giunta regionale dell’Umbria, su iniziativa dell’assessore alla Salute e Welfare, Luca Coletto, nella seduta odierna ha approvato l’ atto per la programmazione per l’anno 2021 degli interventi di sostegno economico per le famiglie con almeno quattro figli.

“Si tratta di un riparto tra le Zone sociali di risorse economiche già stanziate nella legge di bilancio, – ha spiegato Coletto – La Giunta regionale ha quindi approvato lo schema di avviso che pubblicheranno i Comuni per accedere all’intervento, specificando che l’entità del sostegno da erogare ad ognuno dei figli minori dei nuclei familiari beneficiari, non dovrà essere, in ogni caso, inferiore a centocinquanta euro per figlio”.

Coletto ha ricordato che l’intervento è stato attuato per la prima volta nel 2020 con la DGR “n.1121” del 18/11/2020 e gli esiti del primo monitoraggio evidenziano che    tutte le Zone sociali hanno emanato gli avvisi entro i termini ed erogato il contributo intorno al mese di febbraio 2021. Tutte le Zone sociali inoltre, hanno utilizzato l’intero stanziamento e l’81 per cento delle domande pervenute sono appartenenti a nuclei familiari con un ISEE inferiore a 10 mila euro.

“Per l’attribuzione del contributo contano vari fattori. Oltre all’ISEE del nucleo familiare quindi, anche la presenza di figli che presentano la condizione di disabilità ai sensi della legge 104 – ha precisato l’assessore – è nonché le condizioni di vulnerabilità del nucleo familiare, come nuclei monoparentali e alla presenza, nel nucleo familiare, di altri componenti, rispetto ai figli, in possesso di certificazione 104”.

L’ avviso pubblico è unico per ogni Zona sociale e dovrà essere emanato entro 30 giorni dall’approvazione della deliberazione regionale”.

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