Norcia, 12 luglio 2012 – “La gioiosa e potente macchina da guerra costruita da Comune di Norcia, Parco ecc. per contrastare la Festa della Fioritura a Castelluccio ha finalmente raggiunto il suo scopo.”

Questo è quanto affermato dai Consiglieri Giampietro Angelini, Cristian Coccia, Antonio Duca e Pietro Iambrenghi, del Gruppo Consiliare di “Noi per Norcia”, in merito all’organizzazione dell’accoglienza dei turisti e visitatori nella Piana di Castelluccio in occasione della “Fioritura 2021”.

E’ bastato un anno di menefreghismo, i soliti semafori dell’Anas lungo la Valnerina, una settimana di pre-allarme massimo per diffondere spavento e due settimane di chiusura per far scomparire i tanti turisti, appassionati della natura, della montagna, dei Monti Sibillini che da decenni riempivano i Piani di Castelluccio per godere di uno spettacolo naturale unico al mondo.

Non è morta la fioritura perchè la natura per fortuna va avanti da sola e non ci sono macchine, navette, agricoltori, ambientalisti, Enti vari che la fermano o impediscono di tornare ogni anno, sempre più bella.

Quest’anno hanno ucciso “La Festa”, una festa che non ha mai prodotto danni all’ambiente e che, al massimo, quando non è stata organizzata con un po’ di attenzione, ha procurato danni soltanto ai visitatori, costretti a file interminabili come la prima settimana dello scorso anno.

Abbiamo aspettato, per non essere accusati di allarmismo, il completamento delle due settimane di “nuova organizzazione”.

La prima aveva dato già segnali di fallimento, la seconda, dopo i “piccoli aggiustamenti” annunciati dal Sindaco, ha confermato un flop senza precedenti.  Pochissime persone sugli autobus, pochissime persone a Norcia e Castelluccio.

In tempi e luoghi normali, gli organizzatori di questo fallimento, Sindaco ed Assessora al turismo del Comune di Norcia, Presidente dell’Ente Parco, insieme a tutti quelli, anche di Castelluccio, che hanno contribuito a questo grande progetto, si sarebbero dovuti e si dovrebbero dimettere.

E invece tutto passa.

Perché le conseguenze di questi fallimenti si vedono sempre con il tempo. Ed il tempo ci dice che il divieto di accesso al Pian Grande ha fatto un grave danno all’immagine del Parco Nazionale dei Monti Sibillini altro che salvaguardia di un ambiente naturale che da sempre è integro e si conserva da solo. Le famiglie, i turisti, gli amanti dell’ambiente hanno ricevuto (e speriamo non assimilato) il messaggio (sbagliato) che andare a Castelluccio in queste settimane di fioritura è soltanto un disagio. E allora è meglio rinunciare piuttosto che salire su un autobus, tra l’altro in tempo di covid galoppante a Norcia.

Ci sarà un motivo per il quale questa idea del divieto di accesso e delle navette non è stata mai messa in pratica, anche se da trenta anni circola insieme alla favola della cremagliera che da Norcia dovrebbe portare i visitatori a Castelluccio e che costerebbe una enormità per costruirla e altrettanto per mantenerla o doverla chiudere dopo qualche mese per mancanza di passeggeri. Oltre naturalmente a violentare l’ambiente dove dovrebbe essere costruita.

Ma i danni non sono finiti qui.

Aver voluto, come sempre, fare i primi della classe, ha fatto imbestialire tutti gli altri comuni dei versanti marchigiani che si sono trovati a pagare le conseguenze delle scelte sbagliate fatte da Norcia e dal Parco. E la nostra città, come sempre, pagherà l’arroganza e la presunzione del Sindaco e dell’Assessora al turismo, quando avrà bisogno magari dell’aiuto e della solidarietà degli altri Comuni del Parco.

Perché ormai nessuno crede più ai primi della classe. Ricostruzione docet.

Ma di questo parleremo la prossima settimana, visto che la primavera del 2021 annunciata come la primavera della svolta per la ricostruzione pubblica e privata con la grande fioritura dei cantieri, è ormai passata da un mese e di fioritura c’è stata solo quella … dei Piani di Castelluccio che però non si è potuta vedere.

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