La terza commissione dell’assemblea legislativa ha predisposto “Requisiti, criteri e modalità per il rilascio dell’autorizzazione per i Centri antiviolenza e Case rifugio”. Soddisfazione dell’assessore Coletto

Perugia 22 luglio 2021 –  Esprime soddisfazione l’assessore alla Salute e al Welfare della Regione Umbria, Luca Coletto, per il parere favorevole espresso dalla Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria al regolamento predisposto dalla Giunta regionale relativo ai “Requisiti, criteri e modalità per il rilascio dell’autorizzazione per i Centri antiviolenza e Case rifugio”.

“Si tratta di un passaggio importante a tutela delle donne vittime di violenza e dei minori che, purtroppo in alcuni casi, sono costretti, proprio all’interno delle mura domestiche, ad essere spettatori passivi di brutti momenti che possono segnarli a lungo  – ha detto l’assessore Coletto – In questo momento segnato dalle  restrizioni forzate a causa dell’epidemia, il contrasto della violenza di genere e l’inserimento delle donne maltrattate e dei loro figli minori in strutture comunitarie residenziali diventa ancora più importante”.

“Anche se quest’anno è stato caratterizzato ancora dall’emergenza sanitaria – ha proseguito l’assessore – abbiamo voluto verificare e promuovere una nuova qualità del Sistema regionale dei servizi di protezione e accoglienza delle vittime di violenza definendo un regolamento chiaro per i Cav e per le Case rifugio”.

“In questi anni di applicazione della legge sulle politiche di genere – ha aggiunto –  sono state di particolare importanza e rilevanza proprio le azioni di prevenzione e contrasto della violenza di genere che rappresenta in Europa la prima causa di morte delle donne nella fascia di età tra i 16 e i 50 anni. In Italia si ritiene che ogni tre morti violente, una riguardi donne uccise da un marito, un convivente o un fidanzato.

Nel nostro paese infatti, sono quasi sette milioni le donne che subiscono violenze fisiche e psicologiche: praticamente una donna su tre, nella fascia tra i 16 e i 70 anni, in massima parte tra le mura domestiche.  Nel 42 per cento  dei casi – prosegue – le violenze avvengono durante la gravidanza, due volte su tre in presenza dei figli che, in un caso su quattro, sono coinvolti direttamente, con tracce che restano indelebili nella loro vita”.

In Umbria, dai dati disponibili presso i Centri antiviolenza e il Servizio Telefono Donna del Centro per le pari opportunità, emerge che la violenza sulle donne è un fenomeno diffuso e, ancora in tanta parte, sommerso. Si caratterizza prevalentemente come violenza in ambito familiare (89 per cento dei casi) e si manifesta sotto più forme contemporaneamente, quindi violenza fisica, psicologica, economica, sessuale. Le donne che la subiscono appartengono ad ogni classe sociale e ad ogni fascia di età.

 

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