L’Amministrazione Zuccarini ha detto no ad una campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione contro il #COVID19

Foligno, 25 luglio 2021 – Da Foligno 2030 riceviamo e pubblichiamo.  Foligno 2030 crede che ogni cittadino abbia diritti e doveri. Il diritto alla libertà personale deve coniugarsi con il DOVERE del rispetto degli altri e della salute collettiva. Occorre sensibilizzare a maggior ragione in una Regione come l’Umbria e in una città come Foligno, dove l’età media è molto alta.

È ormai chiaro che l’aumento dei contagi danneggia soprattutto le persone non vaccinate, ne consegue che solo con una campagna di vaccinazione diffusa, insieme al rispetto dei corretti comportamenti sociali, si potrà combattere lo sviluppo di varianti sempre più aggressive e allo stesso tempo sradicare il virus.

È inoltre dimostrato che il vaccino aiuta a ridurre i sintomi gravi e di conseguenza il ricorso alla terapia intensiva, condizione che consente il ripristino delle normali attività ospedaliere a vantaggio di pazienti affetti da altre malattie anche gravi, trascurate nel corso delle famigerate “ondate”.

Pertanto Foligno 2030 ha presentato in Consiglio comunale una proposta per potenziare la campagna di sensibilizzazione anche in luoghi come i presidi ospedalieri, presidi sanitari territoriali, le Farmacie comunali o anche durante gli eventi più importanti della città che si terranno nelle prossime settimane, come la Giostra della Quintana ed I Primi d’Italia.

Foligno 2030 si augura che tutti gli Amministratori, il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri diano il buon esempio vaccinandosi, anche per garantire che le riunioni di Consiglio e Commissioni siano svolte in presenza ed in sicurezza.

Purtroppo dal dibattito che ha avuto luogo giovedì in Consiglio è emersa la contrarietà alla vaccinazione da parte di alcuni esponenti della maggioranza, come la consigliera Betti della Lega, che lo ha dichiarato pubblicamente.

Foligno 2030 sostiene che non si possa politicizzare la gestione di una pandemia. La salute delle persone deve essere un obiettivo comune, non l’oggetto di dibattito e tantomeno di disinformazione.

 

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