Secondo l’accusa avrebbe  compiuto atti sessuali consistiti in autoerotismo praticati dalle vittime in cambio di corrispettivo, proveniente anche dalle offerte in chiesa dei parrocchiani

Magione, 3 agosto 2021 – Uno scandalo per la chiesa dell’Umbria: nella parrocchia di san Feliciano sul lago Trasimeno a Magione, è stato arrestato il prete pedofilo. Ha 63 anni ed è stato arrestato dai carabinieri di Termini Imerese, comune in provincia di Palermo, per prostituzione minorile aggravata. Secondo quanto affermato dal gip del Tribunale di Palermo, Fabio Pilato, nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato il sacerdote dietro le sbarre, intratteneva con minori figli di famiglie poveri rapporti telematici di natura esclusivamente sessuale.

Il prete è originario di Caltavuturo e per il Gip operava in “totale spregio dei principi di etica e di religiosità che dovrebbero ispirare il suo comportamento”. Ai domiciliari anche la madre del ragazzino 17enne, al quale il sacerdote avrebbe detto: “Mandami un video dove si vede il tuo volto mentre godi…che mi piace molto…”. Il minorenne avrebbe quindi a quel punto avanzato una richiesta di danaro e il sacerdote gli avrebbe risposto “rammentando al suo giovane interlocutore che già in passato gli aveva mandato dei soldi”.

Nel dialogo tra i due si intercettano le seguenti frasi:  “Va bene…si vedrà…Poi ci dico…il regalino non lo deve fare? Non…non pretendo…se…se lo vuole fare…se non lo vuole fare…niente!”, dice il ragazzo. E l’uomo di chiesa: “Non ho capito…”. “Ci dico il regalino me lo vuole fare però?”, chiede il minorenne. Il prete risponde: “Eh ma quante volte ti devo fare sto regalino…una volta ti ho mandato pure i soldini…non hai fatto niente lo stesso…”. Il religioso avrebbe quindi insistito ancora una volta: “Mandami questo video come ti ho detto io…”.

Oppure fai un video in diretta...”, gli dice ancora. Il prete avrebbe anche espresso il desiderio di fare l’amore in tre perché non lo aveva mai fatto. E’ stato rinchiuso nel carcere di Spoleto con l’accusa di avere fatto sesso, a distanza via chat, con un minore in cambio di un compenso in soldi, con la complicità della madre 51enne del ragazzo, finita appunto ai domiciliari. Il gip Pilato ha parlato di “rapporti intrattenuti dal parroco con i soggetti minori coinvolti nelle sue trame”, e di “paradigma della sequenza criminale, costituita dalle richieste di prestazioni sessuali -essenzialmente incentrate su filmati e videochat -, in cambio della dazione di danaro”.

Dalle indagini condotte dai carabinieri di Termini Imerese, il sacerdote avrebbe saputo impostare anche un gioco psicologico di dipendenza, oltre che di affetto, inducendo in tentazione le sue giovani vittime attraverso ricompense economiche. Sempre in cambio di piccole somme di denaro, il sacerdote avrebbe ottenuto dalla madre il permesso di compiere atti sessuali a distanza con il figlio e avrebbe anche scambiato materiale pornografico tramite i social. Il prete e la mamma del 17enne sono ora indagati per prostituzione minorile aggravata. Addirittura il prete avrebbe pagato anche con i soldi delle offerte dei suoi parrocchiani. I fedeli lo descrivano come una persona gentilissima e istruita. Qualcuno pensa che sia tutta una bolla di sapone.

 

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