Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

Montefalco,  18 settembre 2021 – Oggi il sole bacia Montefalco e nel chiostro di sant’Agostino ci sono le degustazioni dei migliori vini di questa terra. Basta acquistare il calice e la taschina per fare il giro dei banchi d’assaggio dei produttori  dei vini DOC Montefalco, DOC Spoleto e DOCG Montefalco Sagrantino e degli altri vini prodotti all’interno dei comuni delle DOC tutelate dal Consorzio Tutela Vini Montefalco.

Arriviamo nel borgo con un po’ di anticipo  e, mentre attendiamo il taglio del nastro, in una suggestiva e colorita enotecuccia la signora Carla Grisanti dai capelli color platino ci offre uno squisito maritozzo al mosto, una ricetta tipica del borgo. Lo degustiamo con un Sagrantino passito.

Poco dopo arriva la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei e inizia la cerimonia. La Presidente è di casa a Montefalco. Ha ricoperto la carica di primo cittadino per dieci anni e conosce bene la realtà produttiva. In un breve saluto, fa l’imbocca al lupo a tutti poi dice: “Enologica è nel nostro cuore e le nostre eccellenze sono preziose. E’ questo il momento della ripartenza per il territorio. Metttiamocela tutta per sconfiggere il Covid”.

E’ vero, il vino qui è una grande eccellenza, un muto testimone della memoria dei luoghi. E una logica precisa: dare un volto alla storia e alla tradizione del suo popolo. Il sindaco, Luigi Titta, ringrazia quanti in questi giorni sono a Montefalco  e sottolinea come “il vino di Montefalco ha raggiunto livelli importanti, tanto che è conosciuto in tutto il mondo. Il vino è cultura”.

Ha ragione. Una cultura attraverso l’arte, il verde dei vigneti e la magica essenza di quanto, grazie al lavoro dell’uomo, essi producono. Questo vino di Montefalco ha un carattere che lo rende diverso, capace di raccontare una storia dall’interno di un bicchiere, ci sono pochi altri luoghi dove una cantina vuol dire compiere un viaggio nel passato o un’ardita spedizione nel nostro futuro prossimo.

Subito dopo la consegna degli attestati di Enologlica 2021 ai produttori. Da parte della Tesei, del sindaco Titta, della Presidente della Strada del Sagrantino Serena Marinelli, il Presidente del consorzio Vini di Montefalco Gianpaolo Tabarrini e il giornalista Tinto.

Oggi pomeriggio, alle ore 17, al Giardino ex Carceri, ci sarà “Movimenti di Vini”: il vino in abbinamento a musica e danza. Il giornalista Jacopo Cossater guiderà il pubblico in una degustazione dei vini del territorio in abbinamento alla danza contemporanea dei ballerini Luca Mazzarini e Stefania Bergamaschi, un percorso multisensoriale dove ad ogni vino verrà associata una diversa performance. Alle 18, “Radio sotto le stelle”, vedrà protagonista Tinto (Nicola Prudente) storica voce di “Decanter” su RaiRadio2 e volto di “Mica Pizza e Fichi” su LA7. Tra musica, racconto e degustazione dei vini, presenterà “Il collo della bottiglia – Storie di Vite”.

Domani, domenica, alle ore 16, sempre nel Giardino ex Carceri, ci sarà l’appuntamento con “Tratti di vini”, vini in abbinamento ai fumetti. Il giornalista Andrea Gori guiderà il pubblico in una degustazione dei vini DOC e DOCG, in abbinamento alla performance del cartoonist Joshua Held.

Un‘occasione imperdibile per vivere l’espressione del vino attraverso l’arte dell’illustrazione sulle note musicali rhytm and blues e motow soul. Purtroppo, per il Covid è stata cancellata anche quest’anno la sfilata dei carri allegorici per la festa della vendemmia.

Molti ci sono rimasti male, perché sono ormai due anni che la kernesse è annullata. Da molti anni si svolgeva n una atmosfera piena di allegria, di danze, canti popolari, stornellatori, quadriglie con un bicchiere in mano, riempito passando di carro in carro. Insomma,  la festa della vendemmia era un momento di tradizione e aggregazione.

Le oltre trenta frazioni di Montefalco davano il loro meglio per allestire, su vecchi carri agricoli trainati da trattori, un vero e proprio spaccato del tempo andato: vigneti, cantine, osterie, torchiatura, pigiatura, imbottigliamento, bonfinita. Un appuntamento  che, dal 1934, celebrava la raccolta dell’uva, rendendo omaggio alle colline in cui è coltivato il Sagrantino.

 

 

 

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