Un interessante “viaggio” sull’accoglienza turistica nel Paesaggio Italiano, attraverso 212 pagine dove si aprono 100 finestre. Sarà pubblicato in ottobre da Morlacchi Editore

Perugia, 27 settembre 2021 – Claudio Ricci, ex sindaco di Assisi ed ex consigliere regionale, sempre attento ai problemi dell’Umbria, ha scritto un interessante libro dal titolo ““Finestre sulla Bellezza”.E’ in formato tascabile molto elegante, nello stile dei volumi legati all’atmosfera del viaggio. Si sviluppa in tre sezioni lungo 212 pagine, dove “si aprono” 100 finestre, una per pagina, e dove il lettore è “preso per mano” con una scrittura piacevole e, in parte, anche con sobria ironia.

E’ un viaggio sull’accoglienza turistica nel Paesaggio Italiano. Il libro, edito da Morlacchi Editore, uscirà in ottobre. Ricci parla della  pianificazione turistica del territorio e si apre ad un pubblico più ampio per una consapevolezza sui temi del viaggio e dell’accoglienza nel paesaggio d’Italia.

In un luogo -scrive con la sua agile penna- si costruisce “un’armonica offerta turistica” se, prima, si pianificano i servizi per la qualità della vita, nella quotidianità, dei residenti. Solo molto dopo si deve pensare al turismo affinché sia vera ri-creazione, non estrattiva, di risorse. In tale ambito il numero massimo dei viaggiatori, da poter ospitare in una località, non é dato solo dalle infrastrutture, i servizi o le strutture ricettive necessarie ma, soprattutto, da un adeguato numero di ospiti, al giorno, che non “deturpi” la qualità e l’identità locale anche delle “atmosfere percepite”.

Su queste riflessioni, legate al ritorno agli antichi valori delle esperienze del viaggio, nel paesaggio culturale e con sostenibilità ambientale, si ergono molti degli argomenti trattati. Questo per attuare un sistema di relazioni (la nuova materia prima é, oggi, saper “mettere insieme” dati, persone e attività) fra gli ambiti pubblici, privati e legati al terzo settore (imprese sociali e associazioni).

Nel tempo del Coronavirus il libro “rifugge” dell’essere “baricentrato” su questo tema perché alcuni aspetti, come la maggiore valorizzazione di “itinerari e luoghi minori” in Italia (in un “paesaggio culturale” che include oltre 22.000 centri storici, 100.000 chiese e 5.000 fra musei e aree archeologiche), erano già emergenti prima del Covid-19. Direi che il Coronavirus ha solo evidenziato, di più, le tematiche prioritarie già in essere, come quelle per ampliare autenticità e qualità dell’offerta turistica (con la formazione e maggiore commercializzazione dei prodotti attraverso il connubio fra social multimedialità e il “passaparola umanistico”). L’attuale tendenza di privilegiare mete turistiche, in particolare degli italiani in Italia, come fossero vere “isole felici e sicure” (con ampi spazi disponibili, per una maggiore sicurezza), assume ancora più valore nella prospettiva, del 2023-24, “dopo” il Coronavirus (quando, forse, si stabilizzeranno nuovi modelli).

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