Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI

Città della Pieve, 3 ottobre 2021 –  Città della Pieve è sotto choc. Quando si parla di Alex gli occhi diventano lucidi. Quel bimbo ucciso aveva solo due anni. L’orco che gli ha spezzato la vita con quasi 10 coltellata all’dome e al petto era la madre. Non ha avuto pietà nemmeno quando lo ha sentito urlare, piangere e forse scappare dalla sua furia omicida. Un raptus della follia di Katalin? Un gesto premeditato da giorni? Forse non lo sapremo mai.

Gli inquirenti pensano ad una vendetta nei confronti del marito che l’aveva lasciata. Non è un’ipotesi peregrina, perché il disagio che viveva la mamma di Alex era probabilmente pervaso dall’odio e dal desiderio di vendetta nei confronti dell’ex. Ha ucciso per distruggere il “nemico”?

Forse neppure lei, ancora in stato confusionale (pare), crede di essere quella che è : un’assassina! Forse per questo ha portato, dopo l’uccisione, quel corpicino insanguinato e senza vita al più vicino supermercato, chiedendo aiuto. Come per cancellare dalla memoria l’atroce delitto che aveva commesso. A Città della Pieve la gente è ancora incredula. Non parla volentieri di questo omicidio, perché qui ci sono tanti papà e mamma che amano i loro figli.

Neppure un Carabiniere, con la faccia da duro, riesce a descrivere quella scena senza quasi sentirsi male. Un vero sfregio nel paradiso dell’Umbria e di questa città santuario d’arte. Un evento accecante, mostruosamente accecante, sacrilego, per la violenza usata e la freddezza di inviare una foto del bimbo coperto di sangue sul cellulare del marito come per dire: “Ecco, il tuo Alex non c’è più!”.

Si dirà: una donna in bilico tra amore e depressione? Può darsi, ma la sua storia è entrata nella peggiore aberrazione umana. E’ impossibile non pensare all’affetto di una mamma per il suo bambino. L’ha portato in grembo 9 mesi e Alex era un bel bambino e non c’è nessun nesso logico per quella morte atroce che ci fa allibire.

Il dolore si unisce al dolore. Chissà quante volte Alex avrà avuto degli incubi durante la notte, quando la mamma lo trascinava senza meta da un posto all’altro. Alex è andato ad aggiungersi ai tanti bambini che in questi anni sono volati in cielo, vittime di violenza da parte di genitori o pedofilii. Tutti noi nei confronti dei bambini abbiamo tantissimi doveri e quasi nessun diritto.

Alex aveva la colpa di essere il figlio di un uomo che aveva abbandonato sua madre.

 

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