Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI

Assisi, 4 ottobre 2021 – C’è il sole oggi ad Assisi e la città serafica, nell’abbracciare tutti i suoi figli e i suoi ospiti, si tinge dei colori della vita. In tanti sono arrivati dalla Sardegna, guidati dal vice presidente della Regione, Alessandra Zedda, per rendere omaggio al patrono d’Italia, San Francesco. Oggi nricorrono 800 anni dalla sua morte. La Sardegna ha avuto l’onore, per la quinta volta, di offrire l’olio, un simbolico gesto d’amore, secondo una tradizione che si ripete ormai da 82 anni. Serve ad alimentare la lampada che arde perennemente ad Assisi dinanzi alla tomba del  poverello. A versare l’olio è stato il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu.

E’ stata la seconda celebrazione in tempo di Covid ma non c’è stato un calo di pellegrini , tanto che sono stati sistemati anche sul grande prato dinanzi alla Basilica Superiore. Il prossimo anno, quando ormai si spera di essere fuori dalle sporche ondate del virus, l’olio  sarà donato in via del tutto eccezionale  – è stato annunciato dal sacro Convento – “da rappresentanti di istituzioni e organizzazioni che stanno aiutando il popolo italiano a far fronte agli effetti della pandemia”.

Quest’anno, in rappresentanza del governo italiano, era  presente Marina Sereni, vice ministra degli Affari esteri. Nel saluto a nome del Governo italiano tutti i cittadini e le autorità religiose e civili presenti, la folignate Sereni ha ricordato come “Nei passaggi difficili, di fronte alle prove più dure, l’insegnamento di Francesco ci soccorre, ci aiuta a trovare la strada per superare gli ostacoli.

È stato così nei momenti più drammatici della pandemia che ha colpito il nostro Paese e il mondo intero. I valori e il messaggio di San Francesco ci hanno guidato verso la solidarietà, verso la ricerca della salvezza per tutti come condizione della salvezza di ciascuno. Grazie alla scienza oggi sappiamo che il virus può essere sconfitto. I vaccini ci permettono di guardare con maggiore fiducia e speranza al futuro, ci consentono di tornare a studiare, lavorare, intraprendere, incontrarci“.

Ha pure sottolineato che “Dobbiamo dare impulso alla creazione di nuove infrastrutture materiali e immateriali, dobbiamo cambiare la pubblica amministrazione, promuovere nuove opportunità per le donne che sono ancora troppo poco presenti nel mondo del lavoro e nei luoghi della rappresentanza, combattere l’illegalità ovunque si annidi, sostenere imprese e lavoratori per sconfiggere la piaga inaccettabile delle morti nei luoghi di lavoro.

Riscoprire il valore dell’essere comunità, aiutare chi rischia di rimanere indietro, pensare ai giovani di oggi e alle generazioni che verranno richiede di mettere da parte ogni egoismo, ogni piccolo interesse di parte. È questo il senso profondo di quel Patto per il lavoro e la crescita che il Presidente Draghi ha proposto alle forze economiche e sociali per unire l’Italia nel nome del bene comune, per diventare un Paese più moderno, più accogliente, più giusto. Solo nell’unità e nella solidarietà, nel solco dell’insegnamento di Francesco, possiamo farcela.“

Belle parole, ma qualcuno che è vicino a me scuota la testa e dice: speriamo che non sia il “bla bla”. Lo soperano tutti, perchè in questi anni il vuoto delle solite promesse di cui ha parlato Greta Thunberg a Milano è stato molto profondo. La celebrazione eucaristica  invece è stata aperta con il saluto del Custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. Il religioso, rivolgendosi ai rappresentanti della Sardegna, ha ricordato gli incendi che in estate hanno colpito l’isola.

 

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