Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

Assisi, 10 ottobre 2021 – E’ ripartita sessant’anni dopo dallo stesso dove luogo dove Aldo Capitini la organizzò nel 1961: i Giardini del Frontone di Perugia. Un serpentone colorato di diecimila persone, una catena umana di ragazzi, politici, associazioni e gente comuneche marcia con la mascherina e una grande bandiera arcobaleno. Sono i colori della pace, uniti sotto lo slogan “I care”. Cura. E’ questo il nuovo nome della pace, coniato nell’era della pandemia da Covid.

24 chilometri. Prima di partire, Flavio Lotti, anima della Perugia-Assisi, legge dal palco il messaggio del presidente della Repubblica. “La marcia Perugia-Assisi – ha scritto il presidente della Repubblica agli organizzatori – è ancora una volta un segno disperanza. I valori che la ispirano e la partecipazione che continua a suscitare sono risorse preziose in questo nostro tempo di cambiamenti, ma anche di responsabilità. Questa edizione si svolge a sessanta anni dalla prima marcia promossa da Aldo Capitini, quell’originaria, esigente aspirazione alla pace e alla non violenza ha messo radici profonde nella coscienza e nella cultura delle nostre comunità”. “La marcia di quest’anno – ha ricordato ancora Mattarella – fa proprio il motto ‘I care’, che don Lorenzo Milani volle affiggere all’ingresso della scuola di Barbiana. Avere a cuore il proprio destino come quello dell’altro che ci sta accanto, come quello della persona lontana che però sappiamo essere a noi legata da una rete invisibile ma robusta, è la scintilla della cultura di pace che può sconfiggere l’egoismo, l’indifferenza, la violenza, la rassegnazione all’ingiustizia”.

Sul palco della Marcia della Pace anche il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana: «Mi unisco spiritualmente alla vostra marcia, perché prendersi cura, chinarsi sugli altri, andare verso l’altro, risponde a un grido che da più parti sento levarsi. Sento tanta gente che dice “non lasciatemi solo”, prendersi cura, dice il Papa, è l’opposto dell’indifferenza. La pace – ha detto il porporato che è anche arcivescovo di Perugia – è una conquista, richiede impegno sofferenza, prima che un traguardo è un cammino, ed è in salita, come da Santa Maria ad Assisi. Faccio mie le parole di Francesco: incoraggio tutti a diventare profeti e testimoni della cultura della cura. Grazie e buona strada»

Infine, si parte  Per la Provincia di Perugia qualche minuto dopo le 9 . Aprono la marcia quest’anno gli studenti di Sinalunga. L’arrivo ad Assisi è previsto dopo le ore 15 alla Rocca. Prima dell’ultima salita, tappa al Sacro Convento di Assisi, dove i francescani saluteranno il fiume arcobaleno con i messaggi inviati da papa Francesco e dai presidenti della Repubblica Sergio Mattarella e del Parlamento europeo David Sassoli. Fra i marciatori ci sono tanti giovani, associazioni culturali e sindacati .

C’è anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: “”No alla retorica della pace. Il dissenso è il sale della democrazia, la violenza è la sua negazione”, ha detto” Poi riferendosi alle violenze squadristiche di ieri a Roma, commenta: “Si applichi la legge fuori le organizzazioni fasciste. Chi ha alimentato gli scontri se ne assuma la responsabilità. Dobbiamo diventare lottatori di speranza. Resistere, perché resistere significa esistere”.

Tra i partecipanti Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace. “Sono qui nonostante tutte le difficoltà che sto vivendo in questi giorni per la sentenza del tribunale emessa in nome del popolo italiano che però ha saputo capire – ha detto Lucano -. Io non ho paura, perché sono un cittadino come tutti. Ci sono state già sentenze con pene sofferte che rappresentano evidenti ingiustizie. Non e’ la prima volta. Tengo a ribadire con orgoglio di essere stato vicino con l’anima a chi rivendica i diritti umani. Questo e’ quello che voglio che la gente sappia, non accetto alcuna denigrazione dell’anima che sarebbe la vera condanna per me”. Attesi anche Cecilia Strada, figlia del fondatore di Emergency Gino Strada scomparso lo scorso 13 agosto e Zakia Seddiki, moglie dell’ambasciatore Luca Attanasio, scomparso lo scorso febbraio in un agguato presso la Repubblica Democratica del Congo.

C’è anche un aquiolone per Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna che si trova in carcere in Egitto da febbraio 2020. Per la Provincia di Perugia c’è la consigliera Giuliana Astarita:  “Le donne sanno benissimo cosa vuol dire ‘mi prendo cura’ è un messaggio che noi conosciamo benissimo e dobbiamo condividere con gli uomini. Il concetto di cura deve essere un valore anche sul piano economico visto che spesso sono le donne che si prendono cura della famiglia.  Uno dei temi della marcia di quest’anno è la parità di genere e l’emergenza femminicidi che dall’inizio dell’anno sono stati 85, nonostante nel complesso gli omicidi diminuiscano, significa che circa la metà degli omicidi sono femminicidi”.

Questo è il tempo in cui tutti dobbiamo fare come Don Milani e dire: “I care! Mi importa, mi sta a cuore.

 

 

 

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