Foligno, 18 ottobre 2021 – Il vice Questore Adriano Felici parla di “platea”, ovvero degli eroinomani locali che si rifornivano al parco Hoffman di Sportella Marini da tre nigeriani.

Tutti pusher. Uno è finito è finito in carcere, il secondo ai domiciliari e il terzo, il più giovane, è stato raggiunto dal divieto di dimora nel comune di Foligno Il leader del gruppo, 36 anni, considerato la figura apicale dell’organizzazione e già sottoposto ai domiciliari sempre per reati in materia di stupefacenti, era quello che gestiva i contatti con il portafoglio clienti.  Gli altri due, un 40enne ai domiciliari e un 23enne, fungevano da corrieri, effettuavano solo le consegne.  Il nigeriano ai domiciliari evadeva quando doveva rifornire il mercato.

Un giro d’affari importante, perché c’erano clienti che consumavano 3 – 4 dosi a settimana.  Tradotto in termini di danaro, significava spendere  anche 80 euro a settimana. A sfidare la morte, folignati che hanno un’età che oscilla dai 30 ai 50 anni. Pertanto, si presume gente che poteva spendere anche 400 Euro al mese

Il piccolo gruppo, al quale non è stata contestata l’associazione per delinquere perché i “corrieri” non hanno rifornito i clienti in modo continuativo, era monitorato da maggio scorso, poi il 15 ottobre il blit della Polizia di Stato. Durante la perquisizione in casa dei tre (abitavano tutti in periferia) gli agenti hanno rinvenuto 110 gr di eroina, già divisa in dosi pronte per lo spaccio. Ogni dose era venduta a 20 Euro. Ritrovato occultato anche il danaro, circa 5.000 euro in contanti.

Non sono state trovate sostanze chimiche, tipicamente utilizzate per il taglio dello stupefacente, quindi l’eroina arrivava a casa del leader già tagliata.

Quale era il canale di rifornimento? La Polizia sta indagando per capire  da dove arrivava la droga. La situazione criminale che emerge, dal quadro disegnato dal vice Questore Felici, è davvero una piaga, in grado di attirare giovani.

Due dei nigeriani erano pure irregolari sul nostro territorio. Le indagini, svolte dagli investigatori del Commissariato sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Spoleto, hanno  portato in carcere il 36enne, mentre al 40enne è stata applicata la misura degli arresti domiciliari e al 23enne il divieto di dimora nel comune di Foligno.

 

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