Il vernissage alla presenza dell’assessore alla cultura Maurizio Cecconelli, della responsabile della biblioteca di Terni, di Franca Nesta e dell’editore Claudio Lattanz

Orvieto, 29 ottobre 2021 – Un pubblico numeroso nella sala della biblioteca comunale ha accolto la prima presentazione del volume di Christian ArmadoriSulla pelle delle donne.  Storia del sifilicomio ternan,  Intermedia Edizioni con cui si è aperta la rassegna ternana di Umbria Libri.

Grande interessa ha suscitato la ricostruzione di una vicenda drammatica e completamente rimossa dalla storia di Terni quale è quella relativa alla presenza  in città, dal 1861 al 1885, del sifilicomio, una struttura sanitaria simile a un carcere, dove vennero stipate, in modo coatto, centinaia di prostitute affette da sifilide e altre malattie veneree.

Alla presenza dell’assessore alla cultura Maurizio Cecconelli, della responsabile della biblioteca di Terni, di Franca Nesta e dell’editore Claudio Lattanzi, Armadori ha ricostruito l’intera vicenda che portò alla nascita del sifilicomio, iniziando con una panoramica della prostituzione a Terni che,all’epoca, aveva assunto dimensioni notevoli anche a causa della presenze di importanti contingenti militari schierati in quella che era una terra di confine prima che il completamento dell’Unità d’Italia inglobasse anche Roma e lo Stato della Chiesa.  Di grande interesse si è rivelato anche il collegamento a distanza con il medico Antonio Metastasio, professionista ternano che lavora da anni a Cambridge.

Metastasio ha spiegato la origini della sifilide, malattia a forte trasmissibilità sessuale che fece la sua comparsa in Europa in seguito alla scoperta dell’America e ai contatti sessuali che i marinai ebbero con le donne americane oltre a sottolineare il fortissimo carattere di stigma sociale e condanna che ha sempre accompagnato le persone aggredite da questa malattia, la cui definitiva  scomparsa avvenne solo a partire dalla seconda guerra mondiale, con la scoperta della penicillina. Un particolare ringraziamento è stato espresso dall’autore nei confronti della biblioteca e della sala Farini per il prezioso supporto.

 

 

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