San Francesco e Dante i due protagonisti intorno ai quali ha ruotato la prima giornata della diciassettesima edizione del Festival

Terni, 8 novembre 2021 – Tra gli eventi in programma oggi, lunedì 8 novembre, spicca senza dubbio la consegna del Premio Fuoricampo a Francesco Munzi. Il regista romano, vincitore di nove David di Donatello nel 2015 per il film “Anime nere”, sarà la terza persona (dopo Pupi Avati e Giulio Base) a ricevere questo riconoscimento, assegnato in maniera congiunta dai tre festival interreligiosi italiani, ossia lo stesso Terni Film Festival, il Religion Today Film Festival di Trento e il Tertio Millennio Film Fest di Roma.

L’opera motivo del premio è “Futura”, un documentario che Munzi ha diretto insieme a Pietro Marcello e Alice Rohrwacher e che verrà proiettato al termine della cerimonia, che  si svolgerà presso la Filmoteca Vaticana a partire dalle 17. Interverranno lo stesso Munzi, il prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede Paolo Ruffini, il presidente dell’Ente dello Spettacolo (ente organizzatore del Tertio Millennio) Davide Milani e il direttore artistico del Religion Today Andrea Morghen.

La sceneggiatura del film mai fatto da Zeffirelli 

Francesco e Dante sono i due personaggi intorno ai quali ha ruotato la prima giornata della diciassettesima edizione del Terni Film Festival.Significativo è stato l’incontro con lo storico francescanista Marco Bartoli, che ha fatto scoprire al pubblico un documento preziosissimo, ossia la sceneggiatura de I tre anelli, il sequel di “Fratello Sole e Sorella Luna” che Franco Zeffirelli aveva in mente di girare.

“Sono stato convocato da Zeffirelli nel 2001, nella sua villa situata al limite del Parco dell’Appia Antica di Roma”, ha raccontato Bartoli, “in un pranzo al quale era presente anche Suso Cecchi D’Amico, che con Zeffirelli aveva scritto quella sceneggiatura. Mi sono messo a raccontare la famosa novella di Boccaccio del re con tre figli che, per non fare preferenze, fa produrre due copie identiche dell’anello di consegna dell’eredità del regno.

Il senso della novella – spiegato dallo stesso Boccaccio – è che per Dio siamo tutti uguali. E Zeffirelli incredibilmente non conosceva questa novella. Il regista aveva invece letto I fioretti di San Francesco, in cui viene descritta la storia del lupo di Gubbio. Egli aveva colto in essa un doppio miracolo di Francesco, che riuscì sia a far cessare la ferocia di tale lupo sia a convertire la popolazione eugubina, e anche un legame con lo storico incontro tra il poverello di Assisi e il sultano Malik al Kamil, avvenuto nel 1219 a Damietta, città sul delta del Nilo teatro della Quinta Crociata.

In una cronaca di Giordano da Giano si narra che Francesco, arrivato nell’accampamento dei musulmani, venne curato (visto che probabilmente aveva già un sarcoma agli occhi). L’incontro non andò bene, dal momento che continuò la guerra, ma a lungo termine il sultano fece un accordo con Federico II di Svevia, forse ispirato dallo stesso Francesco. L’intento di Zeffirelli era quindi quello di incentrare il film su questo incontro, per fare di Francesco un campione del dialogo tra le religioni”, ha proseguito Bartoli, che è il più grande esperto riguardo alla figura di santa Chiara d’Assisi.

Nel corso della serata Riccardo Leonelli, attore e direttore artistico del festival, ha interpretato alcune pagine della sceneggiatura.

Premio Gastone Moschin a Marzia Ubaldi

La serata è stata quasi interamente dedicata a Dante Alighieri, nel settimo centenario dalla sua morte.  Suggestiva è stata la proiezione de “L’Inferno”, un film muto del 1911, restaurato dalla Cineteca del Comune di Bologna, che è stato accompagnato da musiche realizzate dal maestro Ludovico Fulci ed eseguite dal vivo da quattro allievi dell’Istituto Musicale Giulio Briccialdi di Terni.

Proiezione preceduta da un recital in cui Marzia Ubaldi e Augusto Zucchi, accompagnati dal violino di Chiara Mazzocchi e dal disegno in tempo reale di Daniele Procacci, hanno magistralmente recitato alcuni canti dell’Inferno.

Al termine dell’esibizione a Marzia Ubaldi è stato consegnato il  Premio Gastone Moschin. Un momento molto particolare dal momento in cui Marzia Ubaldi e Gastone Moschin erano sposati e hanno fondato insieme a Terni la scuola di recitazione Mumos.

“Questo premio che consegnamo a Marzia – ha detto il direttore dell’Istess Arnaldo Casali – è stato intitolato a Gastone Moschin per il contributo che Moschin ha dato al cinema in Umbria. Ma quel contributo, Gastone, lo ha dato proprio grazie a Marzia Ubaldi”.

Grande ritorno di questa edizione è senza dubbio il “Matinée” con le scuole superiori. I cineforum mattutini con le scuole – curati da Katia Malatesta, Simone Semprini e Stefania Parisi – saranno leggermente diversi rispetto al passato. Infatti, per rispettare le norme anticontagio, le proiezioni e i dibattiti avverranno all’interno degli istituti.

Da segnalare anche il documentario “Our, tree” di Federica Ravera e il film in concorso “Only, I am normal” di Anton Bogdanov. Entrambi verranno fatti vedere nel pomeriggio alla Biblioteca Comunale di Terni.

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