Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI

Assisi, 12 novembre 2021 – Papa Francesco è tornato per la quinta volta nella città serafica. Appena l’elicottero è atterrato, dopo aver salutato le autorità e ancora prima di raggiungere la Basilica di Santa Maria degli Angeli, un fuori programma: è salito ad Assisi nel monastero di Santa Chiara. Ha incontrato le clarisse, si è fermato a pregare con loro poi ha raggiunto la Basilica di Santa Maria degli Angeli con mezz’ora abbondante di ritardo.

Lo hanno accolto le autorità cuvili e i vescovi Domenico Sorrentino (diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino), Renato Boccardo (diocesi di Spoleto – Norcia), l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione , il ministro generale dei frati minori padre Massimo Fusarelli e il custode della Basilica, padre Massimo Travascio.

Il sindaco di Assisi, Stefania Proietti ha regalato al Papa un Tau a nome della città. Papa Francesco ha detto che “Assisi non è una città come le altre: Assisi porta impresso il volto di San Francesco. Pensare che tra queste strade lui ha vissuto la sua giovinezza inquieta, ha ricevuto la chiamata a vivere il Vangelo alla lettera, è per noi una lezione fondamentale.”

Ha percorso a piedi la piazza antistante la grande chiesa, soffermandosi con alcuni dei fedeli in attesa e donando loro alcuni dei rosari. Una sosta anche davanti a un cartello con scritto “Ben tornato”, portato da diversi giovani assiepati lungo le transenne.  Tutti con e mascherine.

Infine, l’abbraccio ai poveri nella Giornata Mondiale della povertà, da lui istituita nel 2016. Duecento arrivano 200 da fuori Italia – Francia, Spagna, Polonia, Germania – attraverso l’associazione francese Fratello, una sessantina da Roma.

Alcuni poveri consegnano simbolicamente al Pontefice  il mantello e il bastone del Pellegrino. Subito, nella Porziuncola la commovente testimonianza di sei poveri (due francesi, un polacco, uno spagnolo, due afgani e un romeno residenti in Umbria). Li ascolta assorto, con gli occhi lucidi, ed esorta il loro coraggi e la loro sincerità.Anche i poveri sono commossi.

Infine, con parole forti dice è il tempo “di restituita la parola ai poveri, perché le loro richieste sono rimaste inascoltate”. Deve essere il tempo “che si aprano gli occhi per vedere lo stato di disuguaglianza in cui tante famiglie vivono”.  Invita a “rimboccarsi le maniche per restituire dignità creando posti di lavoro”. Deve essere il tempo “che si torni a scandalizzarsi davanti alla realtà di bambini affamati, ridotti in schiavitù, sballottati dalle acque in preda al naufragio, vittime innocenti di ogni sorta di violenza”. Deve essere il tempo “che cessino le violenze sulle donne e queste siano rispettate e non trattate come merce di scambio”. Deve esser il tempo “che si spezzi il cerchio dell’indifferenza per ritornare a scoprire la bellezza dell’incontro e del dialogo”. Deve essere tempo “di incontrarsi”, perché “non impariamo a incontrarci andiamo verso una fine molto triste”.

Poi Papa Francesco consegna il suo dono ai poveri: cinquecento zaini realizzati in caucciù naturale e biodegradabile, contenenti capi di abbigliamento. I dimenticati dal mondo sono poi andati a pranzo al Palasport, ospiti del vescovo di Assisi Domenico Sorrentino.

Prima di partire Papa Francesco ha ringraziato il sindaco per l’accoglienza ricevuta, ha ringraziato la città per lo sforzo nell’organizzare l’evento. Il sindaco gli ha risposto che “Assisi è casa sua e noi tentiamo con ogni energia di conformarci al suo messaggio sia di cura del creato che come oggi della centralità dei poveri e dei più fragili. E’ stato un momento emozionante, quando ci si trova al cospetto del Papa non si trovano tante parole, ci ha fatto piacere il suo salutare prima di entrare in Basilica i più piccoli come segno di speranza perchè loro rappresentano il nostro futuro e ancora più commovente è stato il suo discorso ai poveri e sui poveri davanti alla Porziuncola”.

“E’ la quinta volta che Papa Francesco torna ad Assisi – ha aggiunto il sindaco -, lo ringraziamo  di cuore per questa sua vicinanza, perchè sceglie di stare tra noi per lanciare dei messaggi che parlano all’umanità. Le sue parole sono spunti di riflessione e di meditazione, sono messaggi che non possono lasciare indifferenti nessuno, tanto meno chi vive nella città dell’accoglienza e della fraternità”.

(La foto ricordo si ruferisce alla visita del Papa alle suore di Spello il 12 gennaio 2019)

Al termine, altro fuori programma: Papa Francesco: si reca a pranzo nel monastero delle clarisse di Vallegloria, a Spello. Una tappa fissa in occasione delle sue ultime visite in Umbria. Infine, vola in elicottero verso Roma.

 

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