Alla manifestazione  hanno partecipato lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati da tutta la regione

Terni, 27 novembre 2021 – Piazza gremita nonostante la pioggia a Terni per la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil contro la “manovra sbagliata” del Governo Draghi. Lavoro, fisco e pensioni sono i tre grandi temi messi al centro dai sindacati, che hanno prima incontrato il prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, al quale è stata consegnata la piattaforma con le richieste delle tre organizzazioni al governo, e poi riempito piazza dell’Orologio in concomitanza con le altre manifestazioni che si sono svolte in molte città italiane.

Ma la manifestazione di Terni, alla quale hanno partecipato lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, da tutta la regione, ha messo al centro anche l’Umbria e la necessità di un cambio di passo per il rilancio della regione, a partire proprio dalla manifattura ternana, elemento strategico per l’intera economia umbra.

Sul palco, insieme ai tre segretari di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e il neo eletto Maurizio Molinari, hanno preso la parola un’infermiera (Carolina Galeazzi), un operaio di Ast (Emiliano Petralla), una pensionata (Vania Cittadini) e un lavoratore dell’Eskigel (Gennaro Giordano).

Welfare, sicurezza, donne, giovani e non autosufficienza sono i temi trattati da Andrea Cuccello, segretario Cisl nazionale, che ha concluso la manifestazione. Cuccello ha sottolineato disponibilità verso il Governo per proseguire un percorso concertativo di rilancio per il Paese, che parta però dal lavoro. “Un lavoro stabile e di qualità – ha precisato – C’e bisogno di una riforma fiscale che premi i lavoratori e i pensionati, di sicurezza sull’accessibilità alle pensioni per chi sta per maturare il requisito e di una pensione di garanzia per i giovani. Sulla non autosufficienza il governo – ha aggiunto – deve investire più risorse e dare vigore a quanto previsto dalla legge di stabilità, riconoscendo l’importanza di quel primo embrione presente nella stessa legge sulla non autosufficienza”.

 

 

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