Una  crescita economica e sociale dei territori colpiti dal sisma del 2016 – Corso per operatori regionali tutela ambiente montano

Foligno, 18 dicembre 2021 – Condividere le difficoltà e le ferite ancora aperte nelle aree delle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016 per poter individuare e suggerire opportunità di crescita economica e sociale di quei territori. Questi i temi al centro del corso di aggiornamento per Operatori regionali e sezionali tutela ambiente montano (Ortam e Ostam) del Club alpino italiano svoltosi a Colfiorito (PG) sabato 20 e domenica 21 novembre scorso. Il corso è stato organizzato dalla Commissione interregionale tutela ambiente montano (Citam) Marche-Umbria ed ha coinvolto anche le regioni Abruzzo e Lazio.

Strutturato in due fasi, didattica il sabato e pratica la domenica, “il corso – come spiega il presidente del Citam, Giorgio Gammarota – ha raggiunto diversi obiettivi. In primo luogo un’occasione per rivedersi ‘in presenza’ per gli oltre 50 soci e titolati Cai dopo due anni di incontri ‘da remoto’ e dopo 5 anni dall’ ultimo aggiornamento”.

OBIETTIVI CENTRALI DEL CORSO

“È stato inoltre possibile – ha sottolineato Gammarota –  calare nel territorio appenninico, con le dovute considerazioni e peculiarità, le esperienze condotte nelle valli alpine. Sono state poi individuate delle strategie di integrazione tra produzione agricola e turismo ‘responsabile’ per ricostruire un tessuto sociale–abitativo in cui le esigenze di tutela ambientale non costituiscano un vincolo, ma i punti di forza per una ‘Nuova Economia di Montagna’. Un’attività cioè sicuramente sostenibile, ma anche rispettosa delle biodiversita’ dei territori. Tale obiettivo risulta essere in piena sintonia con i programmi ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), ma anche, e soprattutto, con alcuni obiettivi dell’ Agenda 2030 dell’ ONU ed in particolare: ( Gold 8) Promozione del turismo sostenibile e ( Gold 10) Inclusione sociale ed economica di chi vive in aree periferiche”.

LE ATTIVITÀ SVOLTE

Nella sessione didattica sono stati affrontati e discussi argomenti di salvaguardia del suolo,gestione delle acque, biodiversità legata a natura e tradizioni come patrimonio per uno sviluppo sostenibile delle aree montane. Nel pomeriggio del sabato l’attenzione si è focalizzata su due studi multidisciplinari (Emeritus e Tesori) riguardanti filiere agricole e turistiche della Val Soana (Piemonte) e sulle opportunità di coltivare antiche varietà di piante della montagna appenninica per un nuovo approccio alle “Economie di Montagna”. Nella sessione pratica di domenica, infine, in collaborazione con il Parco regionale di Colfiorito, si  svolta una visita agli impianti museali, ricchi di interessanti reperti floro–faunistici delle terre umide, ed una escursione sul Monte Orve che domina la Laguna di Colfiorito. Il corso si è quindi concluso con una visita aziendale che ha permesso di conoscere a tutto il percorso che compie la patata rossa “Igp” di Colfiorito: raccolta, immagazzinaggio e confezionamento.

 

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