Un francobollo commemorativo sarà emesso giovedì 23 dicembre da parte del MISE su richiesta del Circolo Culturale Luigi Angelini, con annullo filatelico speciale delle Poste Italiane. Sindaco Secondi: “Orgogliosi del riconoscimento da parte dello Stato della traccia indelebile lasciata da Palazzi”

Nel giorno dell’anniversario dei 150 anni dalla nascita, a Città di Castello la vita e l’opera di Elmo Palazzi saranno celebrati giovedì 23 dicembre con un evento speciale in occasione dell’emissione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico del francobollo commemorativo che testimonierà il rilievo nazionale dello scultore tifernate e della sua opera artistica.

Per iniziativa del Circolo Culturale Luigi Angelini, che ha curato l’intero iter procedurale presso il dicastero, l’Asp Giovanni Ottavio Bufalini ospiterà a partire dalle ore 10.30 la presentazione della carta valore postale dello Stato alla presenza della sottosegretaria allo Sviluppo Economico Anna Ascani.

Con un ufficio mobile che sarà allestito nella sede del Centro di Istruzione e Formazione Professionale in via San Bartolomeo durante la celebrazione, Poste Italiane metterà a disposizione dei cittadini l’annullo filatelico speciale dedicato a Palazzi nel primo giorno di emissione del francobollo, che potrà essere acquistato anche all’ufficio postale di via Gramsci. “Siamo orgogliosi che la traccia indelebile lasciata a Città di Castello e nella storia dell’arte del primo Novecento italiano dal nostro concittadino Elmo Palazzi trovi il meritato riconoscimento pubblico da parte dello Stato”, afferma il sindaco Luca Secondi, ringraziando il Circolo Culturale Luigi Angelini “per il prezioso lavoro che ha permesso di tributare all’artista un riconoscimento pubblico così importante, nel solco di un impegno per la cura e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale tifernate portato avanti da anni dal presidente Luigi Chieli (nella foto con il sindaco Secondi)e da tutti soci con grande amore per la città”.

L’omaggio dello Stato a Elmo Palazzi arriva a coronamento di un percorso di valorizzazione dell’opera dello scultore iniziato dal Circolo Angelini nel 2004 con il restauro del monumento all’XI settembre 1860, nell’ambito di un impegno in prima linea nella salvaguardia e nella riqualificazione del patrimonio artistico e culturale di Città di Castello passato attraverso una serie di interventi importanti a tutela delle testimonianze presenti nel territorio.

“Per noi era doveroso celebrare l’opera di un concittadino che ha legato la sua produzione artistica a Città di Castello e ha sempre dimostrato sensibilità e affetto per la comunità in cui ha vissuto”, spiega il presidente del Circolo Angelini Luigi Chieli. “Siamo davvero onorati che il Ministero dello Sviluppo Economico abbia accolto la nostra richiesta di realizzare un francobollo commemorativo, includendola nel ristretto novero delle emissioni annuali programmate per il 2021”, prosegue Chieli, evidenziando che “la presentazione del francobollo avverrà simbolicamente nella scuola Bufalini di cui Palazzi fu tra i fondatori nel 1909 e che ringraziamo per la preziosa collaborazione all’iniziativa”.

Il presidente Chieli aprirà con gli indirizzi di saluto la celebrazione presso l’Asp Giovanni Ottavio Bufalini, nella quale interverranno, oltre alla sottosegretaria Ascani e al sindaco Secondi, il presidente del centro di istruzione e formazione Stefano Briganti, l’onorevole Walter Verini, la coordinatrice regionale dell’International Council of Museums Italia Vittoria Garibaldi (soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria all’epoca del restauro del monumento equestre di Palazzi) e Giacomo Pirazzoli in rappresentanza della famiglia dell’artista. L’iniziativa pubblica, che sarà conclusa da una conviviale curata dagli studenti del corso di ristorazione dell’istituto, si svolgerà nel rispetto della normativa anti Covid-19 e potrà essere seguita in diretta Facebook sulla pagina dell’Asp Giovanni Ottavio Bufalini.

L’artista Elmo Palazzi. Nato il 23 dicembre del 1871 a Città di Castello, dove morì a 44 anni il 9 dicembre del 1915, Elmo Palazzi si formò come scultore alla Scuola di Arti decorative di Firenze. Nel 1895 si trasferì a Roma e frequentò lo studio di Ettore Ferrari (autore del monumento a Giordano Bruno nella piazza romana di Campo de’ Fiori) per perfezionarsi nella scultura. Palazzi si inserì nella vita artistica della capitale partecipando con successo ad esposizioni e concorsi. Di Ferrari fu discepolo, non solo dal punto di vista dell’arte ma anche per la fede repubblicana e per l’affiliazione al Grande Oriente d’Italia che caratterizzava alcuni ambienti artistici dell’Italia umbertina. Poco più che trentenne ma già malato di cuore, Palazzi tornò a vivere a Città di Castello nel 1903. Nella sua città continuò per quanto possibile la produzione artistica e fu tra i fondatori della Scuola Operaia G.O. Bufalini.

Il monumento equestre collocato in piazza Raffaello Sanzio, realizzato nel 1914 per celebrare la liberazione di Città di Castello dallo Stato Pontificio e l’annessione al Regno d’Italia da parte del Regio Esercito che avvenne l’11 settembre del 1860, è la traccia più emblematica lasciata a Città di Castello da Palazzi, parte della cui gipsoteca è custodita nella Pinacoteca comunale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera grazie alla donazione degli eredi. Il suo archivio, composto da bozzetti di opere, corrispondenza, fotografie, diplomi e da una biografia, è stato dichiarato dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche di interesse storico particolarmente importante ed è stato sottoposto a tutela, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, come testimonianza dell’attività e della vita di “un grande artista umbro del primo Novecento”. Tra le opere di maggiore importanza figurano l’“Allegoria della Vittoria” (1910), una delle quattro Vittorie alate sul Ponte Vittorio Emanuele a Roma; l’“Allegoria dell’Umbria” sul coronamento del monumento a Vittorio Emanuele II, meglio noto come Vittoriano, poi divenuto Altare della Patria, inaugurato a Roma nel 1911; il monumento al conte Gherardi a Senigallia (1903), il monumento al senatore  Matteo Renato Imbriani Poerio (1907) a Canosa di Puglia; il monumento all’XI Settembre 1860 (1914) a Città di Castello.

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