La ristrutturazione deve partire da un reale e continuo confronto tra forze politiche, sindacali e le amministrazioni aziendali e regionali

Perugia, 31 dicembre 2021 – Il 2021 va in archivio nel pieno della quarta ondata pandemica. L’attuale situazione di emergenza ci impone delle riflessioni sull’anno che se ne va. Gli auspici per il prossimo riteniamo debbano andare di pari passo con un reale cambiamento nella gestione sanitaria regionale. Una ristrutturazione che deve partire innanzitutto da un reale e continuo confronto tra forze politiche, sindacali e le amministrazioni aziendali e regionali.

Un dialogo che non può essere estemporaneo ma deve essere continuo e cadenzato. Altrimento il rischio è quello di ripartire da zero ogni volta che ci si trova di fronte ad un problema da affrontare. Il più grave ed impellente riguarda senza dubbio quello legato al fabbisogno del personale. Un personale continuamente sotto numero e quindi inadeguato a misurarsi con le sfide che ci attendono. Ristrutturare il sistema sanitario è possibile solo garantendo un personale adeguato all’implementazione di procedure e servizi.

Anche in questo senso il dialogo continuo con le forze sindacali diventa essenziale. L’auspicio per il Piano Sanitario Regionale è che sia più ampio e condiviso possibile. A livello nazionale è necessario superare la frammentazione dovuta alla presenza di 21 sistemi sanitari diversi e scollegati tra loro. Garantire l’autonomia delle Regioni è un conto, non vedere che su scuola e sanità il paese deve essere unito è un altro. La pandemia ci ha preso alla sprovvista, mostrando l’impreparazione generale del paese.

O si coglie adesso l’opportunità di cambiare e adeguare il sistema, strumenti e personale compresi, condividendo e concertando le scelte e i passaggi operativi, oppure sarà troppo tardi. Chiediamo in questo senso alla Regione Umbria di attivarsi per garantire un sistema sanitario adeguato ai bisogni dei cittadini, al tempo stesso solidale ed efficiente.

 

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