Il presule si è soffermato ad ammirare “Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio” e Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo”.  “Sono eventi di rilevanza storico-artistica che restituiscono al passato una nuova attualità,  trasmettendo alle generazioni future il nostro importante patrimonio culturale”

Perugia, 9 gennaio 2022 – Nell’incerto autunno del 2021, Gubbio e Città di Castello hanno coraggiosamente ospitato due mostre di grande interesse che, fra i tanti visitatori, hanno accolto domenica 9 gennaio, ultimo giorno di apertura, anche il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei Gualtiero Bassetti. Insieme alle curatrici e a un gruppo di altre persone ha potuto fare una visita accurata alle sedi delle mostre manifestando il compiacimento di vedere ritornati nel loro luogo di origine dipinti provenienti anche da lontano, ciascuno con una sua affascinante storia legata alla sua dispersione.

“Eventi come questi – ha dichiarato il presidente della Cei – sono uno stimolo per aprire a nuove riflessioni che non si esauriscono dentro gli spazi espositivi, pur bellissimi, ma inducono i visitatori a recarsi nuovamente nelle chiese, in quegli spazi sacri da cui le opere provengono, a ridare nuova attenzione alle famiglie religiose e alle storie dei committenti che le vollero e, dunque, a restituire al passato una nuova attualità”.

A Gubbio la mostra curata da Andrea De Marchi e Maria Rita Silvestrelli, dal titolo: “Oro e colore nel cuore dell’Appennino. Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio”, ha raccolto a Palazzo Ducale quasi tutte le opere su tavola di Ottaviano Nelli, un pittore prezioso, dal linguaggio aggiornato sulle novità del suo tempo, ma soprattutto capace di raccontare le sue storie con semplicità e immediatezza e parlare al popolo. Davanti ai suoi santi, alle sue raffinate immagini sacre hanno pregato generazioni di devoti a cominciare dalla Madonna del Belvederenella chiesa di Santa Maria Nuova, il capolavoro assoluto dell’artista. “La bellezza di un’opera come questa – ha commentato il cardinale – giustifica la fama del pittore e i giudizi di tanti critici che l’hanno considerata una delle più alte espressioni dell’arte religiosa”.

“Nel caso di Gubbio la mostra in realtà non si chiude del tutto”, perché, ha osservato ancora il presule, “riscoprire Ottaviano Nelli, un frescante instancabile e girovago, significa rileggere i grandi cicli affrescati  di soggetto religioso con il sapiente racconto delle Storie della Vergine a San Francesco, o il raro ciclo con la vita di sant’Agostino, nella chiesa omonima; oppure visitare luoghi meno noti e carichi di spiritualità  come la cappella Panfili a San Secondo firmata da Iacopo Bedi. Resta poi la speranza di restituire alle comunità nuovi brani significativi dell’arte eugubina di primo Quattrocento con  i restauri che si avvieranno a breve nella chiesa di San Domenico”.

A Città di Castello, nella cornice splendida di Palazzo Vitelli alla Cannoniera, il cardinale Bassetti ha potuto ammirare le opere raccolte nella mostra curata da Laura Teza e Marica Mercalli dal titolo: “Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo”. Una significativa esposizione dedicata all’attività tifernate di Raffaello, che ricostruisce la Pala di San Nicola da Tolentino con tutti i frammenti superstiti e mostra le due facce del Gonfalone della Santissima Trinità appena restaurate. “Si incontrano nel percorso della mostra le opere dei suoi maestri, dal padre Giovanni Santi a Pietro Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli ed anche in questo caso, finita la mostra – ha evidenziato il presidente della Cei –, l’invito è quello di  tornare  a visitare tutta la città, che è bellissima, con le sue  chiese e le cappelle da cui provengono i capolavori del giovane Maestro, in questo caso universalmente noto, che firmava nel 1504 in San Francesco lo Sposalizio della Vergine,  imitando la tavola di Perugino nella cappella di San Giuseppe della cattedrale di Perugia”.

L’augurio del cardinale in vista del V centenario della morte di Vannucci e Signorelli. Al termine della visita il cardinale Bassetti ha auspicato che anche le celebrazioni previste per il V centenario della morte di Pietro Vannucci e di Luca Signorelli (1523-2023), possano dar luogo a manifestazioni che mettano in risalto sempre di più la bellezza e l’importanza per le nuove generazioni del nostro patrimonio culturale”.

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