Alla fine la Dirigente Scolastica si è scusata per aver commesso “un errato calcolo di presenze ai fini dell’applicazione della quarantena”

Perugia, 12 gennaio 2022 – Da Martina Leonardi, Vice Presidente del Comitato a Scuola Umbria A.P.S, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota. Scriviamo, questa volta per raccontare un fatto che per fortuna si è concluso positivamente ma che molto racconta della follia o isteria che sta imperversando in questi giorni.

Sono pervenute ieri sera segnalazioni al Comitato a Scuola Umbria A.P.S., da parte di alcuni genitori, in merito al fatto che l’Istituto Omnicomprensivo “Bernardino di Betto” di Perugia avesse mandato in quarantena e quindi in Dad almeno una decina di classi.

La questione ci è apparsa subito surreale, in quanto questo, significava che per ogni classe fossero stati trovati nel giorno 10 gennaio almeno 2 positivi.

A questo punto il tam tam nelle chat dei genitori ci ha fatto capire che i positivi sembravano nella maggior parte dei casi alunni non rientrati dalle vacanze e positivizzatisi durante le stesse.

Prontamente il legale della nostra Associazione, Paolo Pagliacci, ha provveduto ad inviare una diffida legale sia alla Dirigente Scolastica che al Referente Covid dell’Istituto in cui denunciava l’errata applicazione della disciplina per l’attivazione della Ddi e una probabile configurabilità del reato di interruzione di Pubblico Servizio.

La Dirigente Scolastica ha subito risposto scusandosi per aver commesso “un errato calcolo di presenze ai fini dell’applicazione della quarantena”.

Vorremmo portare alla luce quanto accaduto poiché ci giunge voce che questo stia accadendo anche in altri Istituti e vorremmo ricordare che la normativa prevede che per disporre la quarantena i positivi debbano necessariamente essere stati presenti in classe nelle 48h precedenti o ai sintomi o al tampone positivo.

Se al nostro posto ci fosse il Manzoni probabilmente, al posto dei due sposi Renzo e Lucia, avrebbe descritto due giovani studenti e le peripezie da loro affrontate  per arrivare a scuola e per beneficiare  del diritto all’istruzione, tra comportamenti privi di raziocinio e i vari “Don Rodrigo”, “Don Abbondio”, “Nibbio” e i “Bravi”…

Per fortuna la vicenda si è conclusa grazie al Comitato a Scuola Umbria e ai suoi legali che ricordiamo, lavorano pro-bono, e domani mattina circa 200 studenti saranno  nuovamente sui banchi di scuola.

 

 

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