La Giunta regionale ha approvato un atto, nel rispetto delle direttive nazionale, che appena sarà recepito dalle aziende, permetterà di liberare dall’isolamento i pazienti positivi al covid asintomatici e i contatti stretti, attraverso test antigenici a carico del sistema sanitario regionale

Perugia 14 gennaio 2022 – “La curva epidemica, come pure la media mobile a 7 giorni, in Umbria mostra un trend in lieve diminuzione rispetto alle settimane precedenti e proprio l’appiattimento della curva ha permesso alla sanità umbra di poter garantire anche quelle attività che sarebbero state sospese con un diverso scenario”: lo ha reso noto stamani l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, nel corso della conferenza stampa di aggiornamento sull’andamento epidemiologico.

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Durante l’incontro –  al quale hanno partecipato il direttore regionale alla salute, Massimo Braganti, il commissario per l’emergenza covid, Massimo D’Angelo, la dottoressa Carla Bietta e il dottor Mauro Cristofori del Nucleo epidemiologico regionale – l’assessore Coletto ha detto che “la Giunta regionale ha adottato una delibera che prevedeva vari scenari a seconda dell’andamento dell’epidemia e che, al momento, si sta andando, e lo diciamo con molta prudenza, verso una stabilizzazione che ci permette quindi, di proseguire con le attività sanitarie e, nonostante la fase omicron, i nostri ospedali, anche se faticosamente, stanno erogando le prestazioni. I dati lo dimostrano. Infatti, per quanto riguarda i ricoveri chirurgici, nel 2021 sono state erogate le stesse prestazioni del 2019”.

“Nonostante il periodo festivo, dal 30 novembre al 5 gennaio, le aziende hanno preso in carico, calendarizzato e erogato 35.493 prestazioni. Tutto ciò è stato possibile anche grazie ad una campagna di vaccinazioni che vede in Umbria l’80,1 per cento della popolazione vaccinata e solo il 4,7 per cento di over 50 non vaccinati”.

“I residenti in Umbria – ha sottolineato Coletto – hanno dimostrato e continuano a dimostrare un grande senso di responsabilità che ci ha permesso di limitare i danni della pandemia non solo sul fronte sanitario, ma anche in altri settori, come la scuola ad esempio, dove abbiamo potuto evitare la Dad nonostante ci sia a livello nazionale una percentuale importante di insegnanti positivi ragione per cui in tutta Italia sono stati molti i dirigenti scolastici che hanno chiesto di prolungare le vacanze natalizie”.

L’Assessore Coletto infine, ha reso noto che stamani la Giunta regionale ha approvato un atto, nel rispetto delle direttive nazionale, che appena sarà recepito dalle aziende, permetterà di liberare dall’isolamento i pazienti positivi al covid asintomatici e i contatti stretti, attraverso test antigenici a carico del sistema sanitario regionale.

Il commissario Massimo D’Angelo, ha affermato che “la strategia complessiva della Regione è orientata a salvaguardare il servizio sanitario in maniera tale da tutelare coloro che vi ricorrono e la operatività del sistema, a gestire le attività socio-sanitarie assistenziali territoriali per evitare il ricovero ospedaliero nei casi positivi pauci-sintomatici con adeguate terapie domiciliari e, laddove indicati, con anticorpi monoclonali”.

“In pratica – ha detto – l’obiettivo è quello di creare una sinergia funzionale di tutta la rete ospedaliera per acuti, per gestire separatamente ed in condizioni di sicurezza i pazienti con infezione da CoVID-19 e quelli in attesa di diagnosi. Tutte le strutture ospedaliere, anche quelle non dedicate parzialmente o totalmente a pazienti infetti, hanno ‘aree grigie’ di osservazione, di regola posizionate nel Pronto Soccorso per lo stazionamento dei Pazienti sospetti per il patogeno pandemico, in attesa di definizione diagnostica. Accanto alle Strutture per acuti sono state previste ‘strutture intermedie territoriali’, con lo scopo di garantire un percorso assistenziale completo al paziente fragile/non autosufficiente nella fase di bassa intensità di cura”.

Tutta la rete è coinvolta quindi, per mantenere l’operatività delle altre attività non covid, nonché prestazioni di più alta intensità di cura presso i Dea di secondo livello.

Per quanto riguarda i ricoveri il commissario D’Angelo ha reso noto che tra il 30 e 40 per cento dei ricoverati presentano patologie non riconducibili al covid, ma positivi al momento del ricovero.

In proposito l’assessore Coletto ha affermato che “non appena ci saranno indicazioni da parte del Ministero per differenziare i dati sui pazienti ricoverati positivi che

abbiano o meno patologie legate al Covid la Regione Umbria si attiverà, visto che ha già a disposizione questo dato”.

“Al momento è arrivata una bozza di documento e per ora si continuerà a comunicare i dati dei ricoverati con l’attuale standard”.

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