Assisi, 9 febbraio 2022 – Domani, 10 febbraio, è il Giorno del Ricordo, una ricorrenza per conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

Anche ad Assisi sono state organizzate alcune iniziative: domani alle 14.45 deposizione dei fiori in via Martiri delle Foibe a Santa Maria degli Angeli; in mattinata, dalle 11 in poi, dalla biblioteca comunale letture tematiche da seguire sulle pagine Facebook e Instagram della biblioteca.

Mercoledì 16 alle 9 è prevista una videoconferenza in streaming su “Guerre mondiali e speranza olimpica al confine orientale” alla presenza del sindaco Stefania Proietti, dello studioso dell’esodo giuliano-dalmata Paolo Anelli e di una testimone di quegli eventi Raffaella Panella, una cittadina assisana che con i suoi racconti è stata anche protagonista di un quaderno dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea.

“Con le iniziative del Giorno del Ricordo – ha affermato il sindaco –  abbiamo scelto di coinvolgere gli studenti, compatibilmente con le restrizioni imposte dalla pandemia, ricorrendo alle nuove tecnologie per fare in modo che ogni scuola e ogni ragazzo si possano collegare in contemporanea nello stesso giorno, condividendo una forma di conoscenza e usufruendo di un’opportunità di confronto su una tragedia che interessa la nostra storia e soprattutto sia utile per una coscienza vigile verso ogni forma di violenza.

Tutti i cittadini e soprattutto i giovani, che più difficilmente possono conoscere il contesto e le motivazioni delle vicende che ebbero per teatro l’Istria e la Dalmazia, avranno così la possibilità di conoscere meglio questa vicenda fatta di orrore e violenza. Particolarmente significativa la testimonianza di Raffaella Panella nostra cara concittadina che ha vissuto quei momenti, le chiediamo uno sforzo di dolore nel ricordare la sofferenza, che tuttavia diventa speranza nel momento in cui la memoria viene consegnata ai giovani affinché non accada mai più ”.

“Quello che è accaduto in quei territori – ha concluso il sindaco – si racchiude in un’altra pagina terribile della nostra storia che va studiata a fondo per non dimenticare l’orrore di certi momenti,  bisogna comprendere il passato e farlo comprendere ai nostri giovani perché soltanto così si può pensare al futuro”.

 

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