Mozione presentata dal Consigliere regionale Vincenzo Bianconi: “L’Umbria diventi un modello di accoglienza ed efficienza. Serve un tavolo di coordinamento regionale per ottimizzare l’impiego di risorse, beni e servizi destinati alla comunità Ucraina”

Promuovere un tavolo di coordinamento di tutte le iniziative regionali a scopo benefico per sostenere la popolazione ucraina rimasta in patria e quella rifugiata in Umbria, coinvolgendo  tutte le forze politiche, gli enti locali, le organizzazioni del “terzo settore”, i sindacati di  categoria e gli enti pubblici e privati. Lo chiede il Consigliere regionale e presidente del  gruppo misto “Gente libera”, Vincenzo Bianconi, attraverso una mozione che sarà presentata al  prossimo Consiglio allo scopo di superare tutte le problematiche logistico-procedurali-normative  ed ottimizzare l’impiego delle risorse, i beni e servizi messi a disposizione dalla nostra
generosa comunità regionale.

La natura del conflitto Russo-Ucraino e le gravissime conseguenze umanitarie che ne stanno  derivando richiedono un sempre crescente intervento di aiuti, immediati ed efficaci, soprattutto  per le persone più deboli coinvolte quali donne, bambini, anziani e ogni altro soggetto in  difficoltà.  Un sistema non coordinato rischia di disperdere o attenuare l’efficacia e l’efficienza degli  sforzi di centinaia di persone e associazioni che si stanno impegnando per la causa umanitaria. Da  qui la proposta di creare una cabina di regia, un tavolo di lavoro che chiama a raccolta  rappresentanze regionali di tutte le forze politiche, enti locali, organizzazioni del “terzo  settore”,  sindacati di categoria, enti pubblici e privati con l’obiettivo di organizzare,  ottimizzare, verificare l’esecuzione degli interventi a livello umbro e contribuire a superare gli  ostacoli di natura normativa, logistica e procedurale.

Tra le priorità individuate, la  predisposizione di un sistema di accoglienza in grado di prendersi cura delle diverse esigenze dei  profughi ucraini come ad esempio alloggi, accesso a beni di prima necessità, iniziative di  integrazione, accesso a servizi sanitari, sociali e scolastici e strumenti per facilitare le  comunicazioni con i familiari rimasti in Ucraina. Compatibilmente con la normativa nazionale ed  europea vigente, sarebbe inoltre auspicabile consentire, a coloro che volessero, di trovare un  impiego in modo di garantire loro l’indipendenza e il loro inserimento nella comunità.

“Questo è  il momento di fare squadra sul serio – spiega il consigliere Bianconi – Non possiamo permetterci  di disperdere gli sforzi di tutti quelli che con generosità si stanno mettendo a disposizione con  modalità diverse, dall’offrire ospitalità nella propria casa alla donazione economica. L’Umbria,  terra di San Francesco, esempio per eccellenza della cura e dell’accoglienza di ciò che è debole,  dovrebbe ambire a diventare un modello di generosità, efficienza ed efficacia nell’organizzazione  e gestione della macchina di aiuti in favore della popolazione Ucraina”.

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