E’ organizzata dall’associazione “Vivo a Colori” con il patrocinio della Provincia di Perugia e del Comune di Marsciano. L’esposizione fotografica, ad ingresso libero, sarà visitabile fino al prossimo 25 marzo

Perugia, 10 marzo 2022 – Venerdì 11 marzo alle ore 16 presso la sala Country Quintavalle del Castello di Spina di Marsciano (situato in via Vittorio Veneto 18) è in programma l’inaugurazione della mostra fotografica “Un amore dal grigio al colore” di Claudia Maggiurana e Marco Pareti, visitabile fino al prossimo 25 marzo (con orario 10,30-12,30 e 15.30-17,30). L’esposizione, ad ingresso libero, è organizzata dall’associazione “Vivo a Colori” e gode del patrocinio della Provincia di Perugia e del Comune di Marsciano. Saranno presenti al taglio del nastro Claudia Maggiurana e Marco Pareti, rispettivamente, presidente e vice presidente della Aps promotrice dell’iniziativa, la consigliera delegata della Provincia di Perugia Erika Borghesi, il vice sindaco Comune di Marsciano Andrea Pilati ed il direttore del Gal Trasimeno Orvieto Francesca Caproni.

Dalla mostra fotografica, composta da 35 pannelli che raccontano il percorso intimo della malattia di Claudia, ha preso vita anche un catalogo, realizzato con il sostegno del GAL Trasimeno Orvietanoed edito da Morlacchi.

Vivo a colori vuole essere di sostegno sia al reparto di Breast Unit dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, effettuando delle donazioni, sia alle donne colpite da questa malattia e alle loro famiglie, organizzando una serie di appuntamenti per dare un supporto psicologico ed interattivo (come dei corsi di arte, di taglio e cucito, sedute di lettura…) di cui hanno bisogno per non sentirsi abbandonati. Il progetto ha tra le sue finalità quello di contribuire all’acquisto del presidio elettromedicale Omnia, una modernissima apparecchiatura per il tatuaggio medicale. Si tratta di un dispositivo tecnologico con touch screen collegato ad un manipolo che è in grado di eseguire diversi tipi di trattamenti tra cui la ricostruzione non chirurgica dell’areola mammaria e del capezzolo, in modo da ridisegnare in maniera quanto più possibile simile al passato il seno operato.

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